Chi è Elisa Puglielli?

Elisa Puglielli è un’illustratrice italiana, che vive e lavora a Roma.
E’ laureata in Disegno Industriale alla Sapienza, Roma.  Attualmente sta frequentando l’ultimo anno di Design e Comunicazione Visiva.
La sua prima commissione importante, è stata nel 2018, la realizzazione della copertina di RSalute, inserto del quotidiano La Repubblica.
Nel 2017 è stata selezionata tra i 30 migliori artisti di Italianism, in occasione del contest 10 parole, per cui Elisa ha illustrato la parola Futuro.
Per Elisa, trasportare su carta e poi in digitale un’idea è sempre stata una necessità. Racconta: “Da che ricordo ho sempre adorato disegnare ed esprimere le mie sensazioni e i miei pensieri attraverso matite, linee e colori.
Ho conosciuto l’illustrazione però solo da qualche anno e me ne subito innamorata. Ogni momento è perfetto per buttare giù qualche schizzo. Di solito i viaggi in treno sono un ottimo momento di riflessione. L’ispirazione proviene un po da tutto ciò che mi circonda. A volte è una sensazione, un profumo o una conversazione, a volte è un buon pasto!”
I suoi lavori sono molto riconoscibili, caratterizzati da composizioni pulite e lineari. Un’estrema sintesi delle forme, le permette di eliminare tutte le linee superflue, creando un’atmosfera surreale, minimale e allo stesso tempo estremamente comunicativa.
 
 
  

Due chiacchiere con Luigi Leuce

Luigi Leuce è un creativo e illustratore che vive e lavora a Torino.

I protagonisti che animano le sue illustrazioni sono per lo più personaggi colorati e gioiosi, che nascono dall’osservazione di particolari e dall’elaborazione di episodi della quotidianità, “soggetti che incontro per caso ma che studio minuziosamente,  per poi riversarli su carta e costruirci un’immagine vincente”, ci racconta.

Luigi osserva le fisionomie delle persone che più lo colpiscono, cattura dei profili interessanti, per poi farli diventare protagonisti delle sue creazioni, diventando buffi personaggi che fanno qualcosa.

Un altro elemento fondamentale delle illustrazioni di Luigi Leuce sono gli oggetti, sui quali si sofferma per poi disegnarli e renderli parte di una vicenda ironica.
“Tutto ciò mi diverte molto, perché lo scopo principale è riuscire a far sorridere chi poi osserverà le mie creazioni o semplicemente rilassare e far accantonare per un po tutti i problemi, le cose brutte o altro che possa genere malessere.”

luigileuce.com/

 

        

Gli anni ’60 di Marta Pantaleo

Marta Pantaleo è un’illustratrice italiana che vive e lavora a Roma.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma in Grafica Editoriale, nel 2013 ha seguito la sua passione per l’illustrazione specializzandosi al Mimaster Illustrazione di Milano.
Nel 2016 ha vinto il Silent Book Contest, nel 2017 è stata segnalata da Illustri come talento emergente dell’illustrazione italiana.
I suoi lavori sono principalmente digitali, nei quali ama riportare il sapore della manualità, utilizzando come modello di riferimento le tecniche del processo di stampa e incisione della grafica d’arte.
Marta Pantaleo, come altri illustratori emergenti, è stata invitata dalla Studio Ventizeronove di Milano a partecipare alla collettiva 12×12, un progetto organizzato in collaborazione con Milano Fashion Library, che ogni mese invita quattro illustratori a reinterpretare la moda e la sua evoluzione in una decade del secolo passato.
” Per la mostra 12×12 ho rappresentato gli anni 60, anni unici e irripetibili, caratterizzati da un grande cambiamento e contestazione della società. Sono stati anni ricchi di innovazione e creatività in tutti i campi, dalla moda alla musica, dal cinema alla televisione, in ogni espressione artistica è avvenuta una ricerca di identità. Mi piace ispirarmi nelle mie illustrazioni a questo decennio, non a caso il mio ultimo libro, che a breve andrà in stampa, è ambientato proprio in quegli anni e in parallelo sto portando avanti un altro progetto personale sulla “Dolce Vita” a Roma. “
Tra i suoi principali clienti: La Nuova Frontiera Junior, Sinnos, Carthusia Edizioni, Illustratore Italiano, Outside Magazine,  The New York Times, Onoffice Magazine.

 

FEDERICA DEL PROPOSTO – The summer series

L’estate non è ancora finita, o almeno così sembra, guardando la nuova serie di lavori di Federica Del Proposto, intitolata appunto “The Summer series”.

Federica è stata invitata dalla Studio Ventizeronove di Milano a partecipare alla collettiva 12×12, un progetto organizzato in collaborazione con Milano Fashion Library, che ogni mese invita quattro illustratori a reinterpretare la moda e la sua evoluzione in una decade del secolo passato.

Federica del Proposto che è stata chiamata a rappresentare, con il suo personalissimo stile, gli anni ’30, ha realizzato due illustrazioni che sono poi state esposte, tra Giugno e Luglio, alla Biblioteca della Moda di Milano.

A proposito di Summer Series, Federica spiega: “la serie, che è nata dopo aver disegnato le prime due illustrazioni, è spontaneamente diventata un progetto di ricerca personale sull’estate, i viaggi, la moda e le donne. La moda non è una tematica molto presente nei miei lavori e questo mi ha portata a variare il mio stile, affrontando in maniera innovativa, un tema per me nuovo.
Inoltre, per questa serie, non ho usato i miei strumenti di disegno abituali (matite colorate e pennarelli a punta fine),  ma ho esplorato invece la colorazione digitale.
Ogni illustrazione è volutamente studiata in due versioni: monocromatica e a colori.
Grazie a questo progetto ho scoperto nuove possibilità espressive del mio stile che finora non avevo immaginato. Posso dire che sono molto contenta dei riscontri positivi che la serie sta avendo.”

Tutte le illustrazioni di Federica Del Proposto sono pubblicate sul suo sito:

www.federicadelproposto.com

 

 

 

 

 

ESTATE illustrata!

Una selezione di illustrazioni estive!

 

Illustration by Jean Jullien

 

Illustration by Kate Pugsley

 

Illustration by Anne Bentley

 

Illustration by Olimpia Zagnoli

 

Illustration by Alessandro Gottardo / Shout

 

Illustration by Giordano Poloni

 

Illustration by Irene Rinaldi

A conversation with Andy Goodman

Andy Goodman illustrations were on show during Salone del Mobile in Milano at Corraini bookshop in Via Savona.
Illustrazioni Seriali felt in love with his works and had the chance to talk a bit with Andy.
Here below the interview:

IS: Tell us something about how you started to draw, when you realized you wanted to work as illustrator and what did you study.

AG: I spent a year drawing on my foundation course at the Cambridge College of Art.

There were so many opportunities in and around the city to go with a sketchbook and I often took off early to draw the old colleges whilst it was quiet. We had some memorable life drawing classes and were fortunate to make regular visits to The Museum of Archaeology and Anthropology, The Museum of Zoology, The Fitzwilliam Museum and Kettle’s Yard House and Gallery.

Cambridge was followed by a BA(Hons) Graphic Design course at Maidstone College of Art in Kent where I had the good fortune to spend three great years with an eclectic bunch of talented artists, illustrators and designers.

IS: What would you suggest to young students who want to work as illustrators? Do you think it’s easy to find a job in the UK, or do you think it would be easier somewhere else.

AG: Work hard and fill those sketchbooks! I’d encourage all those starting out to think about what makes them tick, what makes them unique! We all look at the world in different ways and hold so many diverse opinions and inspirations. I’d make up a scrap book of sorts, a visual diary and realize these opinions by way of sketches, doodles, cuttings and writings. Sketchbooks are so important! We can refer back to them throughout our lives, they can often hold memories better than photographs and help us to revisit and re-invigorate projects.

I don’t think there’s a particular advantage to being in the UK although London is, of course, thriving and full of opportunity! I think illustrators are in a better position than ever to work remotely. Our lives have been made that much easier by that wonderful invention, the internet.

After graduating, I moved to London and started out as a junior designer at Vogue Magazine. I later became freelance and worked for Esquire, Cosmopolitan, Condé Nast Traveller, House & Garden, The Observer and The Independent weekend magazines amongst others. It’s only in the past 3 years since I moved to Bath that I began to work as an illustrator.

IS: You recently moved from London to Bath. How have nature and landscape inspired you in your works? Do you think it is more difficult to get clients living outside London?

AG: I wrote some footnotes on my first picture book for Corraini which read ‘He likes peace and quiet but lives and works in London’. It got to a point where the everyday bustle and noise of a big city become a distraction and since moving to Bath, I’ve become increasingly inspired and focused on my work through proximity to the countryside. I have the best of both worlds, I can venture into Bath one way or walk up onto an iron-age hillfort, Solsbury Hill in the other direction.

I don’t think it makes much difference to the client whether you live in London or not. As long as one’s able to attend key points during a project.

IS: Your illustrations are bold, minimal and colourful. How important is it to have a personal and recognizable style?

How was the process to find your way?

AG: I’ve always been attracted to shape and form. And to clean lines and strong, geometric imagery. As for colour, I struggled with the Ishihara tests (the ones where you have to locate numbers hidden in the dot patterned circles). But apart from ruling me out of a potential job at the BBC, I may have used this impairment to my advantage in the way I choose colour.

I think It’s important to be aware of who’s out there and who’s doing what. Keeping a ‘heads up’ approach helps us create personal guidelines, it sets down markers and can help us to create something new, something different. Students will need to offer this when submitting work to agencies. They’ll be on the look out for that uniqueness we discussed earlier!

IS: How and when did you start to work with Corraini Edizioni?

Which are your upcoming projects? Would you like to show your works in a gallery?

I first went to see Corraini at the London Book Fair in 2002. I remember showing them a concept for a children’s picture book called ‘Sid the Sheep’.

Although this was never realized, I went on to create three picture books for them, ‘It was so quiet I could hear a pin drop’, ‘My aunt had one but she gave it away’ and ‘This is the cheese’. I’ve recently designed a pair of faces for the Alla faccia! exhibition at the 121+ bookstore in Milan. They’re both called ‘The rosé has gone to my head’.

I’ve always loved the West Country and am now working on set of pictures to illustrate Bath and it’s culturally more diverse neighbour, Bristol.

And, absolutely, I look forward to the day when I can exhibit my work! I’ll make sure the gallery is well stocked with rosé!

IS: Maybe I’m wrong but watching your images, I can find many references to past graphic designers and illustrators. I can see shades of colors that remind me of Alexander Girard and all the illustrators from the 50’s and 60’s. It is not just colors, but also the way you draw. Your images and simple, geometric and classy, contemporary but retro at the same time. I guess it is not simple to realize something like this.

Who are you masters? Do you find inspirations from old posters and illustrations?

AG: I’m increasing inspired by artists who paint and the list grows ever longer. Top of the list must be William Scott, a Royal Academy artist. I always have postcards of his paintings of pears (from the 1960’s) on my mantelpiece.

I also love the ‘naive’ art of Alfred Wallis’s boats and the sculptures and paintings of Barbara Hepworth and Ben Nicholson who flourished in the unique light of Cornwall.

I was asked a few years ago by the Royal Academy Magazine to photograph some works by the landscape artist, Richard Long, at Houghton Hall in Norfolk. Since then I’ve been fascinated by large scale work in which the landscape is a participant.

And last but not least the Italian artists and designers, Bruno Munari and Enzo Mari. Enzo Mari also printed a pear (and apple) that I would love to have on my wall.

 

 

TUTTISANTI – Design to be Saint

Alessandro Tartaglia, Nicolò Loprieno e Carlotta Latessa, dello studio FF3300 con sede a Bari, hanno realizzato TuttiSanti, serie di illustrazioni ispirate all’iconografia classica cattolica ed ortodossa.

A seguito di un accurato studio dell’iconografia sacra, la serie reinterpreta in chiave pop e contemporanea le raffigurazioni di alcuni Santi, appartenenti alla tradizione religiosa italiana, tra cui Sant’Antonio da Padova, Santa Rita, Santa Lucia, Santo Stefano e San Patrizio.

FF3300 precisa che il progetto intende riflettere sulle dinamiche di affezione popolare utilizzando una chiave di lettura non necessariamente devota e più affine alla definizione di “nume tutelare”. 

Il Santo è espressione divina in Terra e figura ricorrente nella vita quotidiana: dal folklore alle ritualità familiari, come la ricorrenza dell’onomastico, alle innumerevoli rappresentazioni dell’arte figurativa.

TuttiSanti prevede una linea di illustrazioni, poster, oggetti e prodotti di design per l’arredo, mettendo a valore maestranze del made in Italy,

I prodotti sono acquistabili online:

tuttisanti.design.it

Sant’Antonio

San Francesco

San Nicola

San Patrizio

Santa Lucia

Sant’Ambrogio

Santa Rita

Un portale per sole illustratrici: Women Who Draw

A proposito di donne.

Due illustratrici americane, Julia Rothman (vive e lavora a Brooklyn, NY) e Wendy MacNaughton (vive e lavora a San Francisco, CA), a gennaio di quest’anno, concepiscono e fondano una nuova piattaforma online, chiamata “Woman Who Draw”, con lo scopo di dare maggiore visibilità al lavoro delle illustratrici donne.

Nel giro di pochi mesi, più di 2700 professioniste hanno aderito al progetto, rendendo la piattaforma un vero e proprio database digitale, che aziende, riviste e privati possono liberamente consultare.

Julia Rothman e Wendy MacNaughton, raccontano come l’idea sia nata, dopo aver constatato e realizzato che la maggior parte delle copertine di importanti riviste,  siano tuttora disegnate da illustratori uomini.

Insieme hanno pensato che il miglior modo per dare maggiore visibilità alle professioniste donne, non fosse lamentarsi con la stampa, ma scavalcare il problema, creando un open directory di nomi, immagini e contatti di illustratrici, facilmente accessibile e consultabile.

Una postilla nella loro mission specifica che Woman Who Draw include illustratrici donne, transgender e sessualità non conformi.

 

Lazzari e Kate Pugsley

Lazzari, marchio di abbigliamento femminile con sede a Vicenza, ha presentato la nuova collezione primavera/estate 2017, che include una capsule collection disegnata dall’illustratrice americana Kate Pugsley.

Dopo Olimpia Zagnoli (2014), Julia Pott (2015), Ashley Goldberg (2015), Kendra Dandy (2016) e Anna Kövecses (2016), Lazzari continua a puntare sulla sinergia tra made in Italy e illustrazione.

A Kate Pugsley (che vive e lavora a Chicago) è stato chiesto di descrivere con tempera e pennelli le ragazze che ispirano Lazzari per la creazione dei loro capi. Il risultato è una capsule collection di tre camicie con tre differenti pattern. Immancabili nella collezione, i gatti, elemento ricorrente sia nei capi di Lazzari, sia nelle opere della Pugsley.

La collezione si può acquistare nei negozi Lazzari o online.

Kate Pugsley, è un’illustratrice e pittrice americana. Ha studiato alla Rhode Island School of Design, diplomandosi in illustrazione.

Ha lavorato per Flow Magazine, Chronicle Books, The New York Times, United Nations, Tiffany & Co., Everlane, Penguin Random House, 3M, Frankie Magazine, Roger la Borde, Red Cap Cards, Lenny Letter.

 

 

 

Louise Lockhart aka The Printed Peanut

Louise Lockart è un’illustratrice freelance, che nel 2012 ha ideato una propria collezione di prodotti illustrati sotto il nome di The Printed Peanut.
Printed Peanut offre una vasta quantità di coloratissimi prodotti e oggetti per bambini e adulti, tutti realizzati in Gran Bretagna.

Online si trovano giochi di carta per bambini, cartoline, cuscini, t-shirt e tazze, ma la collezione è sempre in continua espansione.

Louis racconta che si lascia ispirare da immagini e oggetti che incontra tutti i giorni, come i cartelli scritti a mano fuori dai ristoranti, vecchi giocattoli, confezioni e shopper di negozi di alimentari, poster e pubblicità.

Le sue illustrazioni sono vivaci, colorate e gioiose, con un’estetica velatamente folk e senza tempo.

Il suo primo libro illustrato si chiama “Up My street” (rivisitazione di High Street di Eric Ravilious, 1938) ed è stato pubblicato da una piccola casa editrice inglese, la “Design for Today“.

Si tratta di un libro pieghevole, che ricorda e celebra alcuni dei piccoli negozi delle High Streets (la strada principale dei piccoli centri inglese)che stanno piano piano scomparendo. Sul lato frontale del volume, che una volta aperto raggiunge la lunghezza di 139 cm, sono rappresentati otto negozi, dal take-away indiano, al fiorista e dal panettiere al fruttivendolo.

Girando il volume, ci si addentra all’interno di ogni negozio, dove ogni proprietario mostra con orgoglio i propri prodotti.

E’ possibile acquistare il volume direttamente sul sito www.theprintedpeanut.co.uk