Luci, ombre e spazi. Intervista a Ana Popescu

Ana Popescu è un’illustratrice e artista di origine rumena, che vive e lavora a Vienna.

Nelle sue opere compaiono scorci di architetture moderniste, ma anche luci, forme, colori e ombre. Nel 2017 ha realizzato una serie intitolata Homes, raccolta di acrilici su carta ispirati alle case moderniste di Palm Springs. In questa intervista Ana racconta qualcosa in più dei suoi lavori e dei suoi progetti imminenti.

IS: Cos’hai studiato per diventare artista e illustratrice? E quando hai capito che poteva diventare una professione?

AP: Ho studiato tecniche di stampa e disegno all’Università di Arti Applicate a Vienna, e mi sono laureata nel 2013. Subito dopo il diploma ero un pò disperata perché non vedevo grandi possibilità nel campo artistico. Ma sono sempre stata interessata all’illustrazione e ho pensato che potesse essere un buon lavoro per me, così mi sono concentrata in quella direzione!

IS: Ombre, spazi, architetture. In che modo questi elementi coesistono nei tuoi dipinti?

AP: Le forme formano i diversi luoghi che rappresento. Lavoro molto anche con il rapporto tra forme e luce. Da quegli esperimenti ho iniziato a dipingere scene architettoniche, in qualche modo è stato il corso naturale delle cose. Uso la luce per enfatizzare la profondità degli spazi che sto dipingendo. Ma anche per dargli un tratto narrativo, visto che la luce cade in un modo specifico solo per un brevissimo momento prima che cambi di nuovo.

IS: I colori sono molto importanti per te. Mi puoi dire qualcosa sul processo di selezione della tua palette di colori?

AP: Di solito lavoro con combinazioni di colori, per esempio, se ho in mente due colore che vorrei sperimentare insieme, cerco di inserirli nei mei lavori. Poi mi piace molto inserire un colore che disturbi l’insieme.

IS: Recentemente il mondo del design e della moda ha iniziato a collaborare con artisti. Tu hai disegnato una collezione di tappeti per Dare to Rug. Com’è vedere il tuo lavoro su una superficie così differente come il tappeto? Ti piacciono questo tipo di collaborazioni?

AP: Sono ancora molto, molto felice della mia collaborazione con Dare to Rug, è stato molto emozionante vedere i miei lavori su un formato di grandi dimensioni e su una superficie molto diversa. E’ un tipo di lavoro che mi piacerebbe continuare a fare, lavorare sul tessuto è uno dei miei obiettivi. E’ motivante per il mio lavoro, cercare di lavorare su superfici diverse, e non solo la carta. E le sfide sono sempre qualcosa di positivo!

IS: Vuoi svelarci qualche progetto imminente, se ne hai qualcuno?

AP: Adesso sto lavorando ad alcuni nuovi progetti di cui non posso dire molto per ora. 

Ma andrò in Giappone in Ottobre per una residenza e non vedo l’ora! Durerà un mese, durante il quale lavorerò a dei nuovi dipinti che saranno esposti in una piccola mostra. Questa è la mia prossima sfida!


english version:

IS: What did you study to become an artist/ illustrator? And when you realized this could be a job. 

AP: I studied printmaking and drawing at the University of Applied Arts in Vienna, and got my MfA in 2013. Right after my diploma I was a little bit desperate and didn’t see much possibilities in the artistic domain. But I was always passionate about illustration and thought this might also work out well for me, so I concentrated in that direction! 

IS: Shades, spaces, architectures. How these elements coexist in your paintings?
AP: The shapes form the different spaces I am depicting. I work also a lot with the relationship between shapes and light. From those experiments I started to paint architectural scenes, somehow it was the natural course of things. I use light to emphasize on the depth the spaces I am painting. Also to give those a narrative character, since light is falling in a specific way just for a very short moment before it changes again. 

IS: Colors are very important for you. Can you tell us the process of selection of your colors palette? 

AP: I usually work with colour combinations, for example if I would have in mind two colours I would like to experiment with together, I try to introduce them into my work. I also always want to put one colour that is disturbing the whole. 

IS: Recently design and fashion has started collaborating with artists. You designed a collection for dare to rug. How do you feel seeing your art on different surfaces? Do you like working on these kind of collaborations? 

AP: I am still very, very happy about the project with Dare to Rug, it was really great to see my work in a huge format and on a different medium. This is something I would really like to continue doing, working more on textile is one of my goals. So I am open for any suggestions!
It’s a challenge for my work, to try to project it on different supports and not only paper. And challenge is always a positive thing! 

IS: Do you want to unveil a special upcoming project, if you have one? 

AP: Right now I am organizing some new projects but I can’t say much at the moment. I will also be going to Japan in October for a residency that I am really looking forward to! It will end with a small exhibition for which I will have one month time to do works. This is the next challenge. 

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