Edizioni Clichy: L’isola dell’Orso di Matthew Cordell

É uscito in Italia, edito da Edizioni Clichy, il nuovo libro scritto e illustrato da Matthew Cordell.
Cordell è tra i disegnatori più apprezzati del panorama americano, ha realizzato numerose illustrazioni sia per albi illustrati che per libri per ragazzi. Lavora per le più importanti case editrici americane: MacMillan, Abrams Books, Disney Hyperion. Vive a Chicago con la moglie, l’autrice Julie Halpern, e i due figli. Vincitore della Caldecott Medal 2018 e finalista al premio Andersen 2019 con Un lupo nella neve, Cordell è uno degli autori di riferimento di Edizioni Clichy, che ha pubblicato tra gli altri, Sogno di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.

“L’isola dell’orso” è una lettura profonda e toccante che parla di guarigione e rinascita dopo una perdita.

Louise e la sua famiglia vivono sulle sponde di un grande lago. Sono tristi per la perdita del loro amato cane, Charlie. «La vita non sarà più la stessa», pensa Louise, mentre fa visita a una piccola isola che amava raggiungere con Charlie con la loro barchetta a remi. Ma durante una delle escursioni sull’isola, dopo la morte di Charlie, accade qualcosa di straordinario: un incontro che le cambierà la vita, un orso bruno che incrocia sul suo cammino. All’inizio Louise ha paura, e anche l’orso è spaventato e ruggisce forte, ma presto si rende conto che l’orso è triste, come lei. Piano piano Louise inizierà a far visita all’orso sempre più spesso e si renderà conto che superare una perdita richiede tempo. E proprio quando comincia a sentirsi meglio, per l’orso arriva il momento di coricarsi per l’inverno. Ancora una volta, Louise crede che la vita non sarà più la stessa. Ma a volte, le cose possono cambiare in meglio, e un nuovo amico è di nuovo lì a sorprenderci.

Le illustrazioni di Matthew Cordell sono riconoscibili grazie al suo tratto veloce ma incisivo, che ricorda lo stile grafico dell’illustratore inglese Quentin Blake.

Nelle pagine in cui Louise, la protagonista della storia è triste per la perdita del suo amato cane, o quando affronta i sentimenti di rabbia e solitudine, Cordell opta per la monocromia delle tavole, al contrario, nelle pagine in cui Louise incontra l’orso e ritorna ad amare la vita e le nuove amicizie, le pagine esplodono di colori e vivacità, aiutando il lettore ad immergersi nel racconto e condividendo gli stati d’animo della protagonista.

L’incontro con l’altro è al centro della narrazione di Cordell. Un incontro che rivoluziona la nostra esistenza, capace di sollevarci nei momenti più difficili, restituendoci la fiducia e la gioia.

Come nascono le illustrazioni di Haley Tippmann

Haley Tippmann è un’illustratrice americana. Nata a New York, vive e lavora in Germania, a Koblenz.

Le sue illustrazioni sono apparse su The New York Times, Wired UK, The New Yoker, Eltern Magazin e molti altri.

I.S. : Il tuo stile lo descriverei come contemporaneo, con una grande abilità nell’accostamento dei colori. A volte guardando le tue illustrazioni mi sembra di guardare una serie tv esteticamente molto curata. 

Come descriveresti il tuo lavoro? Qual è il processo che si cela dietro il risultato finale di un’illustrazione?

H.T. : Grazie! Mi piace l’idea che sembrino una serie tv, perché mi sforzo affinché ogni mia illustrazione e ogni post su Instagram funzionino bene insieme.

Mi è stato detto molte volte che le mie opere hanno qualcosa di familiare, e credo che le persone lo intendano in un’accezione intima e rilassante, cosa che mi piace molto.

Il processo attraverso cui coloro e disegno è sempre lo stesso: disegno degli schizzi con l’pad, poi li coloro, aggiungo i contorni e i dettagli. Lavoro unicamente con iPad Procreate, a parte quando disegno sul mio sketchbook. In questo caso utilizzo inchiostri, pastelli colorati sulle pagine di un blocco Moleskine.

Le idee vengono da tutto quello che mi circonda o a volte da qualcosa che ho visto online. A volte mi lascio sopraffare dalle emozioni che mi suscita qualcosa che mi piace, come la foto di un vecchio salone anni 80. Se mi colpisce ad esempio l’accostamento dei colori di quell’immagine, come un verde scuro velato e un arancione, cerco di riprodurlo in quello che disegnerò quel giorno. Utilizzo la guida prospettica di Procreate, così riesco a comporre da sola tutti gli interni dei miei lavori, e poi aggiungo tutti i dettagli che desidero. Scatto inoltre molte foto nel mio quartiere che poi le utilizzo come riferimento per i miei lavori.

I.S. : Nell’ultimo anno ti sei focalizzata maggiormente sulla rappresentazione di spazi interni e paesaggi naturali ma i tuoi occhi si focalizzano sempre sulla gente. Persone che vivono la loro quotidianità, che lavorano, che si rilassano a casa, amici che si incontrano. Da dove viene questa attenzione verso l’umanità?

H.T. : Non ho molti amici qui in Germana. La mia migliore amica vive negli Stati Uniti, solo la famiglia di mio marito vive qui. Di solito costruisco l’immagine partendo da un’immagine di me stessa, a volte sovrappongo più immagini in modo tale sembra vi siano tre quattro persone sedute a un tavolo.  A volte ricostruisco immagini che ho appuntato magari in qualche vacanza passata.

Credo che la mia attenzione verso le persone venga dal fatto che sono sempre stata una buona osservatrice e preferisco le pose naturali della gente rispetto a scene più costruite.

I.S. :Che programmi hai per il futuro? Hai mai pensato a una mostra personale?

H.T. : Mi piacerebbe lavorare a una serie di opere di un certo tipo. Ultimamente ho iniziato a lavorare a delle illustrazioni che nascono dall’osservazione del mio vicinato.

E certamente sarebbe molto divertente una mostra con i miei lavori personali. Se mai troverò il tempo, mi piacerebbe dipingere una serie di opere originali e non solo di opere digitali!

haleytippmann.com/

instagram.com/haleytippmann/


English version

I.S. : I would describe your illustration style so contemporary  with an extreme ability to mix and match colours. Sometimes you make me feel like watching a cool tv serie. How do you describe your work? What is the process behind the final illustration?

H.T. : Thank you. I like the idea that it feels like a tv series, because I really try to make each illustration and post go together.

I have been told a few times now my work feels “familiar”, and I think people mean that in a cozy or relaxing kind of way, which is really nice to hear.

My process for drawing and coloring is usually always the same: sketch on the iPad, color, and add final lines or details. I work completely on the iPad with Procreate, except when I am experimenting in my sketchbook. For that I use: inks, colored pencils, and draw in a  Moleskine sketchbook. 

Prior to actually drawing, ideas come from whatever is around me that day, or maybe something I saw online. Sometimes, I take the overall feeling from something like, an old 80s interior living room image, and if I like the combination of colors in it, like a hazy dark green and orange, I will try to evoke that in what I feel like drawing that day. I use a perspective guide in Procreate, so I make up all my interiors myself, and try to add details of things I have or have seen. I take a lot of my own reference photos from around the neighborhood and use those as my own personal references. 

I.S. : In the last year you focused on interiors images and and natural landscapes but your eyes are always focused on people who live their daily life, you draw friends hanging out, working or just chilling at home. Where does this attention to people come from?

H.T. : I don’t have a lot of friends. I have one best friend in the US, and of course we have family here in Germany. I usually take my own references of myself then and overlap images sometimes so it appears like there are maybe 3-4 people sitting at a table. Sometimes I use images I took while on vacation a long time ago.

I think the attention to people comes from that I have always been an observer and like more candid poses than very stiff ones. 

I.S. : What are your plans for the future? Have you ever though about an exhibition of your personal works?

H.T. : I would like to have a series of some kind. Recently, I started a series of illustrations I have created from references around my neighborhood.

And yes, that would be fun to have an exhibition of personal works. If I ever find the time, I would want to do a series as well of paintings instead of digital works.

Geoff McFetridge

Geoff McFetridge illustra i giorni di pandemia a Los Angeles

Geoff McFetridge, illustratore e artista canadese che da anni vive a Los Angeles, ha raccontato, attraverso una serie di immagini e brevi testi, come vive le sue giornate con le misure di contenimento dello stato della California.

Le illustrazioni sono realizzate a mano e dipinte con acquarello, con il consueto stile riconoscibile di McFetridge, caratterizzato da forme arrotondate e sintetiche.

Il racconto è pubblicato online sul sito del New York Times.

Geoff McFetridge_New York Times
Geoff McFetridge_New York Times
Geoff McFetridge_New York Times
Geoff McFetridge_New York Times
Geoff McFetridge_New York Times

Geoff McFetridge è un artista e designer che vive a Los Angeles. Nato in Canada, ha studiato prima presso Alberta College of Art e successivamente presso Institute of the Arts della California.

Le sue opere si definiscono grafiche, composte da linee sottili e colori vivaci, e giocano con i concetti di ripetizione, prospettiva e schematicità. 

McFetridge ha creato un’immaginario unico e autentico, che lo contraddistingue sia nella sua ricerca personale, sia nei lavori commerciali e su commissione. Questo lo ha portato ad essere un artista multidisciplinare che si muove senza confini tra grafica, animazione, 3D, pittura e illustrazione.

Lazzari e Kate Pugsley

Lazzari, marchio di abbigliamento femminile con sede a Vicenza, ha presentato la nuova collezione primavera/estate 2017, che include una capsule collection disegnata dall’illustratrice americana Kate Pugsley.

Dopo Olimpia Zagnoli (2014), Julia Pott (2015), Ashley Goldberg (2015), Kendra Dandy (2016) e Anna Kövecses (2016), Lazzari continua a puntare sulla sinergia tra made in Italy e illustrazione.

A Kate Pugsley (che vive e lavora a Chicago) è stato chiesto di descrivere con tempera e pennelli le ragazze che ispirano Lazzari per la creazione dei loro capi. Il risultato è una capsule collection di tre camicie con tre differenti pattern. Immancabili nella collezione, i gatti, elemento ricorrente sia nei capi di Lazzari, sia nelle opere della Pugsley.

La collezione si può acquistare nei negozi Lazzari o online.

Kate Pugsley, è un’illustratrice e pittrice americana. Ha studiato alla Rhode Island School of Design, diplomandosi in illustrazione.

Ha lavorato per Flow Magazine, Chronicle Books, The New York Times, United Nations, Tiffany & Co., Everlane, Penguin Random House, 3M, Frankie Magazine, Roger la Borde, Red Cap Cards, Lenny Letter.

 

 

 

Ping Zhu per il calendario Burgo 2017

Burgo Distribuzione nasce nel 2004 come distaccamento del gruppo Burgo Group, storica cartiera italiana.
Il suo obiettivo è quello di separare l’attività di produttore da quella di distributore, e rappresenta da anni il punto di riferimento di stampatori ed editori del mercato italiano.

Ogni anno Burgo Distribuzione collabora con i più talentuosi illustratori per la realizzazione del calendario Burgo, con la consulenza artistica di Alessandro Giorgini e Illustri Festival.

Dopo l’edizione del 2016, affidata all’italianissimo Alessandro Gottardo in arte Shout, quest’anno la scelta è ricaduta su Ping Zhu illustratrice americana d’origine cinese, nata a Los Angeles e di base a Brooklyn.

La carta vista come una spiaggia, questa l’intuizione da cui nascono le opere realizzate dall’artista statunitense. Lo stile utilizzato è quello tipico dell’artista: uno stile che mantiene solo i dettagli essenziali delle figure e dei paesaggi, riuscendo comunque ad emozionare chi le osserva.

Attraverso le tinte accese o più tenui dei suoi acquerelli, il paesaggio viene modellato, narrando storie sempre nuove; l’llustratrice – che collabora assiduamente con il New York Times e il New Yorker, nel calendario Burgo rappresenta l’alternarsi delle stagioni, dalle lunghe ombre dell’inverno al calore intenso dell’estate. La carta, in questo modo, diventa custode di storie di vita quotidiana, mentre la spiaggia e il mare si vestono dei colori che il trascorrere del tempo dipinge su di loro.

Su ogni tavola viene lasciato spazio al foglio bianco, che si trasforma in un telo, un cappello o la cresta delle onde del mare. In questo modo si esalta la bellezza intrinseca della materia prima: la carta.

Ping Zhu è un’illustratrice laureata all’Art Center College of Design di Pasadena, California, che
attualmente vive e lavora a Brooklyn (New York). Collabora assiduamente con il New York Times e
il New Yorker. Fra i suoi clienti ci sono Instagram, GAP, American Express, NYU, Ann Taylor,
Stella Artois e Warby Parker. Le sue opere hanno ricevuto riconoscimenti da American
Illustration, Communication Arts, Society of Illustrators, Somerset House e dall’Art Director’s
Club Young Guns 11. Ha esposto le sue opere negli Stati Uniti, ma anche in Francia, Svezia e Regno
Unito. Il suo primo libro illustrato “Swan Lake”, è stato pubblicato da Nobrow Press. Ha realizzato
copertine per Penguin, Helium, Pushkin Press e Hardie Grant. Oltre a lavorare nel suo studio in
Pencil Factory, è anche insegnante di illustrazione al Pratt Institute di New York.