Luci, ombre e spazi. Intervista a Ana Popescu

Ana Popescu è un’illustratrice e artista di origine rumena, che vive e lavora a Vienna.

Nelle sue opere compaiono scorci di architetture moderniste, ma anche luci, forme, colori e ombre. Nel 2017 ha realizzato una serie intitolata Homes, raccolta di acrilici su carta ispirati alle case moderniste di Palm Springs. In questa intervista Ana racconta qualcosa in più dei suoi lavori e dei suoi progetti imminenti.

IS: Cos’hai studiato per diventare artista e illustratrice? E quando hai capito che poteva diventare una professione?

AP: Ho studiato tecniche di stampa e disegno all’Università di Arti Applicate a Vienna, e mi sono laureata nel 2013. Subito dopo il diploma ero un pò disperata perché non vedevo grandi possibilità nel campo artistico. Ma sono sempre stata interessata all’illustrazione e ho pensato che potesse essere un buon lavoro per me, così mi sono concentrata in quella direzione!

IS: Ombre, spazi, architetture. In che modo questi elementi coesistono nei tuoi dipinti?

AP: Le forme formano i diversi luoghi che rappresento. Lavoro molto anche con il rapporto tra forme e luce. Da quegli esperimenti ho iniziato a dipingere scene architettoniche, in qualche modo è stato il corso naturale delle cose. Uso la luce per enfatizzare la profondità degli spazi che sto dipingendo. Ma anche per dargli un tratto narrativo, visto che la luce cade in un modo specifico solo per un brevissimo momento prima che cambi di nuovo.

IS: I colori sono molto importanti per te. Mi puoi dire qualcosa sul processo di selezione della tua palette di colori?

AP: Di solito lavoro con combinazioni di colori, per esempio, se ho in mente due colore che vorrei sperimentare insieme, cerco di inserirli nei mei lavori. Poi mi piace molto inserire un colore che disturbi l’insieme.

IS: Recentemente il mondo del design e della moda ha iniziato a collaborare con artisti. Tu hai disegnato una collezione di tappeti per Dare to Rug. Com’è vedere il tuo lavoro su una superficie così differente come il tappeto? Ti piacciono questo tipo di collaborazioni?

AP: Sono ancora molto, molto felice della mia collaborazione con Dare to Rug, è stato molto emozionante vedere i miei lavori su un formato di grandi dimensioni e su una superficie molto diversa. E’ un tipo di lavoro che mi piacerebbe continuare a fare, lavorare sul tessuto è uno dei miei obiettivi. E’ motivante per il mio lavoro, cercare di lavorare su superfici diverse, e non solo la carta. E le sfide sono sempre qualcosa di positivo!

IS: Vuoi svelarci qualche progetto imminente, se ne hai qualcuno?

AP: Adesso sto lavorando ad alcuni nuovi progetti di cui non posso dire molto per ora. 

Ma andrò in Giappone in Ottobre per una residenza e non vedo l’ora! Durerà un mese, durante il quale lavorerò a dei nuovi dipinti che saranno esposti in una piccola mostra. Questa è la mia prossima sfida!


english version:

IS: What did you study to become an artist/ illustrator? And when you realized this could be a job. 

AP: I studied printmaking and drawing at the University of Applied Arts in Vienna, and got my MfA in 2013. Right after my diploma I was a little bit desperate and didn’t see much possibilities in the artistic domain. But I was always passionate about illustration and thought this might also work out well for me, so I concentrated in that direction! 

IS: Shades, spaces, architectures. How these elements coexist in your paintings?
AP: The shapes form the different spaces I am depicting. I work also a lot with the relationship between shapes and light. From those experiments I started to paint architectural scenes, somehow it was the natural course of things. I use light to emphasize on the depth the spaces I am painting. Also to give those a narrative character, since light is falling in a specific way just for a very short moment before it changes again. 

IS: Colors are very important for you. Can you tell us the process of selection of your colors palette? 

AP: I usually work with colour combinations, for example if I would have in mind two colours I would like to experiment with together, I try to introduce them into my work. I also always want to put one colour that is disturbing the whole. 

IS: Recently design and fashion has started collaborating with artists. You designed a collection for dare to rug. How do you feel seeing your art on different surfaces? Do you like working on these kind of collaborations? 

AP: I am still very, very happy about the project with Dare to Rug, it was really great to see my work in a huge format and on a different medium. This is something I would really like to continue doing, working more on textile is one of my goals. So I am open for any suggestions!
It’s a challenge for my work, to try to project it on different supports and not only paper. And challenge is always a positive thing! 

IS: Do you want to unveil a special upcoming project, if you have one? 

AP: Right now I am organizing some new projects but I can’t say much at the moment. I will also be going to Japan in October for a residency that I am really looking forward to! It will end with a small exhibition for which I will have one month time to do works. This is the next challenge. 

Fiabe giapponesi illustrate da Elisa Macellari

Per Illustrazioni Seriali, e in collaborazione con la Gastronomia Yamamoto, Elisa Macellari ha realizzato una serie di 10 tavole, che illustrano le più popolari fiabe giapponesi.

Il titolo della mostra “Sorekara…” che in Giapponese significa “e poi?” rievoca quella curiosità tipica dei bambini che fremono per conoscere il finale di una storia. Finale che, così come nelle fiabe europee, apre un momento di riflessione sui grandi  interrogativi della vita: il successo, l’amicizia, l’amore e la morte.

Elisa Macellari è un’illustratrice italo-thailandese nata e cresciuta a Perugia e di base a Milano. Dal 2012 è illustratrice freelance per case editrici e riviste nazionali ed estere. 

Tra i suoi clienti The New York Times, Women’s Health UK, Cartoon Network, Donna Moderna, Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Giunti, Piemme, Zanichelli, Rubbettino, Il Battello a Vapore, J-pop, Linus, Plansponsor, Planadviser, Donna Magazin, viction:ary, Nobrow Press, Bandcamp, Cancer World Magazine, Razor & Tie Records, Langosteria, Karimoku New Standard, Woodyzoody, B&B Italia e Realtime. Nel 2018 pubblica “Papaya Salad”, il suo primo graphic novel, edito da BAO Publishing, tradotto in Francia dalla casa editrice Steinkis. Nel 2017 vince la Gold Medal di Autori di Immagini nella categoria editoria e nel 2019 la Silver Medal nella categoria fumetto. Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero.

Gastronomia Yamamoto è la prima gastronomia giapponese dove si serve una cucina nipponica casalinga nel cuore di Milano.


Inaugurazione giovedì 13 giugno, dalle 17 alle 18.30

presso Gastronomia Yamamoto 

Via Amedei, 5 Milano

Elisa Macellari, Kaguya Hime, 2019, gouache su carta, 30×40 cm
Elisa Macellari, Tanabata, 2019, gouache su carta, 30×40 cm
Elisa Macellari, Momotaro, 2019, gouache su carta, 30×40 cm
Elisa Macellari, Urashima Taro, 2019, gouache su carta, 30×40 cm

Con il contributo di:

Marta Jorio. Oltre l’illustrazione.

Identificare Marta Jorio nella categoria di illustratrice sarebbe incompleto.

E’ prima di tutto un’artigiana, tutte le sue opere, che includono sculture in ceramica, carte da parati, disegni, dipinti, sono interamente realizzate a mano. Con calma, poesia e raffinatezza le sue creazioni prendono forma in un laboratorio a Bologna.

Chi sceglie di comprare le sue opere, è consapevole di possedere un oggetto unico, sostenendo un progetto di produzione limitata e artigianale.

Marta Jorio è nata a Napoli. Da quando aveva quattordici anni si è dedicata agli studi artistici e si è diplomata presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Per diversi anni ha vissuto tra Città del Messico e Oaxaca dove ha studiato e praticato la stampa litografica e l’incisione su carta.

Tornata in Italia, ha coordinato la galleria d’arte Palab a Palermo e si è dedicata al mondo della didattica d’arte per bambini. 

A Palermo ha iniziato ad aggiungere le parole alle immagini dipinte e così si dedica alla pittura unita alla narrazione.

La selezione all’interno della mostra internazionale dell’illustrazione di Bologna International Book Fair ha favorito il felice incontro con gli editori Topipittori e così ha pubblicato la sua prima opera come autrice “Cicale” la sua biografia d’infanzia pubblicata da Topipittori, Milano. 

Attualmente si dedica interamente all’illustrazione per l’editoria, per la comunicazione, e per tutti i contesti in cui una immagine vuole essere narrativa.

Questo è il suo account Instagram sempre aggiornato:

https://www.instagram.com/martajorio/

ceramiche realizzate e dipinte a mano
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Le illustrazioni malinconiche di Cindy Kang

Cindy Kang è una premiata illustratrice nata a Seoul, Corea. Si è laureata in Illustrazione alla School of Visual Art nel 2019, lavora come illustratrice freelance a New York.

Con Illustrazioni Seriali ha parlato di cosa significa essere una freelance a New York, dei suoi progetti futuri e delle sue illustrazioni.


IS Ciao Cindy, raccontaci di te. Chi sei, dove vivi, come sei finita New York…

CK Ciao! Mi chiamo Cindy, vivo a New York e sono un’illustratrice freelance. Sono nata a Seoul, Corea e mi sono trasferita negli Stati Uniti una decina di anni fa.

IS Come descriveresti i tuoi lavori a una persona che li vede per la prima volta?

CK I miei lavori sono spesso commoventi o malinconici. Lavoro principalmente in digitale, utilizzando efficacemente gli spazi negativi nella composizione, ma mi piace mixare il digitale con tecniche più materiche. Mi piace realizzare illustrazioni emotive con le quali le persone possono relazionarsi.

IS Dove trovi le ispirazioni per i tuoi lavori?

CK Trovo ispirazione dalle persone intorno a me, dalle nostre conversazioni sulle piccole cose quotidiane. Ci sono molte storie ordinarie ma preziose che vorrei illustrare. Gli artisti che stimo e dai quali cerco di apprendere più possibile sono Shaun Tan, Oliver Jeffers, Liz Climo, e Brian Rea.

IS Cosa significa per te essere una donna forte?

CK Per me, una donna forte è chi conosce e accetta le proprie emozioni e i proprio desideri. Decide per se stessa ed è consapevole degli ostacoli e delle aspettative degli altri, e continua a lavorare sodo e si mette alla prova per raggiungere i propri obiettivi. Cerco sempre di tenerlo a mente!

IS Raccontaci dei tuoi progetti futuri…

CK Il mio sogno è sempre stato quello di pubblicare un libro illustrato, ma al momento mi sto focalizzando più sull’editoria.

Lavoro molto con emozioni e sentimenti, ma sono interessata a creare illustrazioni su temi sociali e culturali. Il mio sogno sarebbe quello di imbattermi in una mia illustrazione o una pubblicazione mentre cammino nelle strade di New York. Sarebbe davvero un sogno che si avvera, soprattutto perché trasferirsi a New York dalla Corea non è stata una scelta facile, ma sicuramente legata al mio desiderio di diventare illustratrice.


english version:

IS Who are you?

CK Hello! My name is Cindy, and I am a freelance illustrator living and working in New York City. I was born in Seoul, Korea, and I came to the United States about ten years ago.

IS How would you describe your artistic style?

CK My artworks are often heartwarming or melancholic. I create artwork that feels natural and comfortable by adding the brush strokes and texture of traditional media as well as effectively using the negative spaces in composition. With atmospheric and emotional works, I aim to visually narrate stories that viewers can relate to.

IS What is a strong woman for you?

CK To me, a strong woman is someone who knows and accepts how she feels or what she wants. She decides for herself while being aware of the obstacles and the expectations from others, and continues working hard and challenging herself to achieve the goal. I always keep this in mind.

IS who is/are your inspiration/s?

CK I find story inspirations from people around me, from our conversations about little–somewhat unimportant–moments of everyday life. There are a lot of ordinary but precious stories I want to illustrate. Also, I get inspirations from beautiful works by Shaun Tan, Oliver Jeffers, Liz Climo, and Brian Rea.

IS Tell me about your future projects and dreams

CK Creating my own illustrated book has always been my dream project, but I am focusing on making editorial illustrations these days. I mainly talk about feelings and emotions, but these days I am more interested in creating works about social and cultural themes. One more thing: I have a dream to spot my works on either a publication or an advertisement while walking on the street in NYC. It would be a wonderful ‘Dream Come True’ moment for me since it wasn’t a small decision to move to New York all the way from Korea to get closer to my dream.

Illustrazioni Seriali per Affordable Art Fair

Per Affordable Art Fair di Milano, Illustrazioni Seriali cura un progetto speciale dedicato a due affermati illustratori contemporanei: Malika Favre e Emiliano Ponzi che per la fiera hanno appositamente realizzato una serie di opere originali ed edizioni limitate.

Malika Favre è un’illustratrice francese, che vive tra Londra e Barcellona. Il suo tratto minimalista attento al gioco dei positivi e negativi l’ha resa riconoscibile e famosa in tutto il mondo. I suoi lavori hanno illustrato molte copertine di magazine e giornali. Tra cui The New Yorker, Vogue, Sephora e Penguin Books.

Le Crazy è la serie di Malika Favre ispirata al famoso cabaret di Parigi Le Crazy Horse. Invitata da una ballerina del locale ad assistere allo spettacolo Désir, Malika ha poi realizzato una serie di lavori che omaggiano l’iconico spettacolo.

Dopo il successo della mostra a Londra nel 2018, per Affordable Art Fair di Milano, Illustrazioni Seriali presenta una selezione di sette serigrafie, parte della serie Le Crazy, che dipingono una sensuale ballerina danzare tra pattern grafici e forme luminose.

Malika Favre, Parsienne, 2018, serigrafia su carta, 100×70 cm

Emiliano Ponzi vive a Milano ed è uno dei più importanti disegnatori italiani contemporanei. Il suo lavoro si basa sull’uso di texture, linee grafiche ed essenzialità, per comunicare in maniera diretta e sintetica. Le sue illustrazioni compaiono su pubblicità, magazine, libri, quotidiani e animazioni.

Tra i suoi clienti: The New York Times, Le Monde, The New Yorker, The Economist, Penguin books, LaRepubblica, Feltrinelli, Il Sole 24 Ore, Mondadori.

It’s not good enough è la serie di opere su carta che Emiliano Ponzi ha realizzato appositamente per il progetto di Illustrazioni Seriali all’ Affordable Art Fair 2019.

La consapevolezza del margine di miglioramento attraverso la variazione sul tema dello stesso soggetto. Una linea meglio disegnata, una forma meglio concepita possibile solo attraverso ennesimi tentativi. Una ricerca metodica dell’estetica, migliore di ieri, ma peggiore di domani. La perfetta sintesi della meticolosità del metodo di lavoro di un grande professionista come Emiliano Ponzi.

Emiliano Ponzi, It’s not good enough #5, 2018, acrilico su carta, 42×29,7 cm

In mostra anche un foulard in seta, prodotto in Italia in edizione limitata di 35 pezzi, disegnato Agostino Iacurci per dueostudio.

Pittore, illustratore, incisore, muralista e scenografo, Agostino Iacurci è nato a Foggia nel 1986, attualmente vive e lavora a Berlino.

Le opere di Iacurci sono caratterizzate da composizioni pulite e da colori brillanti, che sfumano i confini della figurazione e dell’astrazione.

Agostino é interessato principalmente alla rappresentazione di oggetti quotidiani, fornendo agli stessi diversi livelli di interpretazione. Coniuga le sue opere con spazi scenografici, per superare i limiti della pittura e trasformare la percezione di un determinato ambiente.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, festival e progetti in Europa, Asia, Brasile, Russia, India, Indonesia, Messico, Australia, Corea e Giappone.

Agostino Iacurci per dueostudio, foulard in seta in edizione limitata, 100% seta, made In Italy

Vernissage

giovedì 24 gennaio 18-22

(solo su invito)

Orari di apertura

venerdì 25 gennaio 11-21

sabato 26 gennaio 11-21

domenica 27 gennaio 11-20

Location

Superstudio Più, Via Tortona 27, Milano

Intervista a Martina Paukova

Illustrazioni Seriali: Ciao Martina, come stai? Siamo felici che tu abbia trovato il tempo di rispondere alle nostre domande! Raccontaci un pò di te, dove sei nata e cresciuta e cosa hai studiato.

Martina Paukova : Ciao! Sono nata in Slovacchia e mi sono trasferita a Londra a 25 anni, ora vivo e lavoro a Berlino.

Ho studiato prima Scienze Politiche, ma dopo essermi trasferita a Londra ho deciso di provare qualcosa di nuovo e mi sono iscritta a un corso di grafica e comunicazione. Dopo di che mi sono diplomata prima in Graphic Design e poi in Illustrazione al Camberwell College of Arts.

IS: Quando hai iniziato a disegnare e quando hai realizzato che poteva diventare un lavoro?

MP: Come dicevo, tutto questo è successo solo dopo essermi trasferita a Londra! Inizialmente ho frequentato un semplice corso di graphic communication al collage, per cercare di capire se questa direzione poteva piacermi e così è stato! Più tardi, durante l’Università, ho sempre cercato di seguire corsi di illustrazione. Io e l’illustrazione, in qualche modo, funzioniamo!

IS: Cosa ti piace di più di questo lavoro?

MP: Mi piace la flessibilità e la libertà artistica che ne deriva. I clienti vengono da me perché vogliono il mio linguaggio artistico per il loro prodotto e io faccio il resto. Non sento spinte nel fare qualcosa che si allontana dal mio modo di lavorare, e questo lo apprezzo molto.

IS: Disegni anche a mano o solo in digitale?

MP: Strano a dirsi, ma lavoro solo in digitale praticamente da quando ho iniziato, 10 anni fa. Inizialmente realizzavo degli schizzi su carta per fissare il concetto e la composizione di un’immagine. Adesso per farlo uso l’pad pro. Immagino si possa chiamare digital hand drawing? E ovviamente il resto dell’illustrazione la realizzo in digitale con Adobe Illustrator e la penna grafica.

IS: Ti piacerebbe lavorare nella moda? Creare pattern per tessuti? E c’è un brand in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?

MP: Effettivamente questo è stato un pensiero ricorrente negli ultimi mesi! In qualche modo mi sento sempre più attratta all’idea di lavorare a qualcosa che sia poi tangibile. Sicuramente quest’anno cercherò di lavorare in questo senso. Sono una grande fan del brand danese Wood Wood, non mi dispiacerebbe per niente fare qualcosa con loro!

IS: nei tuoi lavori vedo dei chiari riferimenti a Memphis e Sottsass. Ma più in generale, la tua palette di colori mi ricorda molto gli anni 80. Correggimi se sbaglio.

MP: Credo che il mio periodo Memphis sia stato durante gli anni dell’università. Che è stato il periodo in cui l’ho scoperto e me ne sono innamorata, come tutti! Ma sì, credo di aver fatto mio il loro forte impatto grafico, questo è possibile. Riguardo la palette di colori anni 80, credo in generale sia il trend di questi ultimi anni, forte, colorato e d’impatto – molto di noi sono fedeli a questa combinazione, il tempo in cui viviamo semplicemente ce lo richiede!

Grazie Martina!

Maggiori informazioni su:

www.martinapaukova.com/

english version:

IS: Hello Martina! How are you? We are glad you found the time to chat with us! Can you talk a little bit about you like where are your born, where did you grow up and what did you study.

MP: Hello, I grew up in Slovakia, moved to London when I was 25 and currently live and work in Berlin. I initially studied politics but after moving to London I decide to try something new and signed up for graphic communication course. Later I did a degree in graphic design and then illustration at Camberwell college of arts.

IS: when did you start drawing and when did you realised drawing could be your job.

MP: All of this happened after I moved to London! Initially I did a general graphic communication at the local adult college – this was to see whether I am liking that direction, and I loved it! Later on at the university we always had a variety of assignments to pick from and I kept choosing the illustrative ones. Illustration and me somehow clicked!

IS: what do you like most of your job?

MP: I love its flexibility and level of artistic freedom that comes with it. Clients come to me as they want my visual language for their product and I do the rest. There is hardly any micromanagement or me being pushed into something. And I really appreciate this.

IS: do you make also hand drawing or you work just with digital?

MP: Weirdly enough – I’ve been working digitally from my very beginnings 10 years ago. I used to hand draw only at the sketching stage – to nail down  the concept and the composition. These days I am using iPad Pro for that. So I guess you can call it digital hand drawing? And of course the rest of the illustration happens purely digitally in Adobe Illustration with its Pen Tool.

IS: would you like to work for fashion? Design textiles and create pattern? If yes, do you have a brand you would like to collaborate with?

MP: Actually this has been an re-occurring thought in my head for last few  months! Somewhat I feel more and more attracted to the idea of working with something tangible and tactile seem to be a perfect medium. I am definitely planning to look into this in 2019. And yeah, brand wise, hmm! I am a massive fan of Danish based Wood Wood, wouldn’t mind doing something with them at all.

IS: in your works I see many references to Memphis and Sottsass. Correct? But also your color palette reminds me of 80’s. If it is correct, can you explain me better this relations?

MP: I think my personal “Memphis” era was mostly happening during my university  years. That is when I discovered them and just fell in love, we all did!  But yeah, I think I retained their strong graphic feel and boldness of sort, that is possible. As for the 80’s colour palette – I think this just may be the overall trend these days, bold and colourful and eye catching -loads of us are super loyal to this combination, the times we live in simply require it!

Indagare attraverso le immagini: le illustrazioni di Giulia Neri

Quando Giulia Neri, illustratrice italiana classe 1979, racconta che ha una laurea in psicologia, non ci si stupisce.

I suoi lavori infatti colpiscono proprio per la capacità di sintetizzare in un’immagine bidimensionale le infinite sfaccettature di molteplici sentimenti ed emozioni. Proprio perchè Giulia, come ogni brava psicologa, riesce a focalizzare il punto nevralgico della questione. E a disegnarlo.

Ecco l’intervista del mese a Giulia Neri:

 

Come hai iniziato a disegnare?

Ho iniziato a disegnare da bambina e ho cercato di portare avanti questa passione per tutta la vita, frequentando prima l’Istituto Statale D’Arte di Bologna e poi L’Accademia di Belle Arti che però non ho mai concluso per lavorare nel campo della moda.

La vita però é strana e mi sono ritrovata laureata in psicologia e a lavorare in un ambito che era tutto tranne che quello dell’illustrazione.

Non ho più disegnato per tantissimi anni, mi sono dedicata alla fotografia, qualche disegno magari per amici, ma nulla di più.

A 35 anni ho capito che quello che stavo facendo non mi rendeva felice, mancava una parte di me, quella a cui ero più legata. Ho lasciato tutto e ho ripreso la matita in mano.

L’uso del digitale poi, mi ha fatto riscoprire la libertà e la velocità di poter disegnare in qualsiasi luogo, fondamentale per il mio stile di vita.

Parlaci del tuo processo creativo. Come riesci a sviluppare ed elaborare un concetto.

Parlare del processo creativo è molto difficile: a volte le idee nascono improvvisamente, mentre sto camminando o nuotando o pensando a tutt’altro. Altre volte inizio a ragionare per similitudini e metafore, a smontare e rimontare un’immagine, a volte lavorando con elementi surreali, cercando sempre di mettere un pò di cinismo mescolato alla vena romantica di cui non posso liberarmi.

Quali sono i tuoi artisti preferiti? Ci sono degli illustratori che segui e da cui senti di poter imparare qualcosa?

Artisti preferiti tanti, italiani soprattutto. Sarebbero troppi nomi. Trovo geniale Andrea Uncini, mi piacciono molto i colori di Andrea De Santis, Ivan Canu, i paesaggi di Emiliano Ponzi, insomma dovrei scrivere qualche cosa per ognuno, poi Tom Hagomat, Mark Smith….troppi, troppi davvero.

Un maestro di riferimento no, ma c’è sempre tempo.

When you fall in love alone
Love is a difficult game
Waiting for a new chapter of your life
When a message put a shadow in your day
When you leave a love story
Doing wrong things

Le illustrazioni di Elisa Talentino

Elisa Talentino (Torino 1981) è un’ illustratrice e artista che lavora con pittura, disegni e animazione.
Le sue illustrazioni appaiono in libri e riviste e tra i suoi clienti figurano The New York Times, Goethe Institut, Mondadori, add Editore, e/o Edizioni, La Stampa. Ha realizzato libri d’artista segnalati e selezionati nei principali concorsi di illustrazione.
Le sue serigrafie sono autoprodotte e sono esposte in numerose gallerie in Italia e all’estero.
Nel 2013 ha pubblicato con Print About Me Micro press il libro d’artista ”Le jardin d’hiver” con cui è stata selezionata al premio ILUSTRARTE 2014, Biennale internazionale dell’illustrazione di Lisbona.
Il libro ha ricevuto la menzione d’onore Lidu art Books per la stampa d’arte 2014.
Nel 2014 ha collaborato con Luisa Pellegrino alla realizzazione del libro d’artista Bendata di Stelle, curato e prodotto da Inuit Editions.
Il libro è stampato interamente in risograph con sovraccoperta serigrafata in tiratura limitata e numerata di 400 pezzi in Italiano e 150 pezzi in versione inglese.
Nel 2015 è stata selezionata per la Mostra Illustratori della Children Book Fair di Bologna.
Nell’ambito di una residenza creativa per il progetto Borderscapes, nato per la valorizzazione dei territori alpini transfrontalieri Francia/Italia e cofinanziato dall’Unione Europea, Elisa ha trasformato le sue illustrazioni in un vero e proprio corto d’animazione, intitolato Dandelion: “Una danza antica, un rituale di corteggiamento. Un fiore di tarassaco per soffiare i desideri.”

Elisa ha risposto a qualche curiosità riguardo i suoi lavori:

Quali sono i lavori su commissione che preferisci?
Mi piace molto illustrare le copertine dei libri, è un lavoro che sicuramente dà molta soddisfazione personale, perchè capita di vederle e re-incontrarle spesso nelle librerie.
Ma mi piace molto anche lavorare per i quotidiani, ho lavorato per testate come The New York Times, Goethe Institut, Mondadori, add Editore, e/o Edizioni, La Stampa.

Le figure femminili dei tuoi lavori sono autoritratti? La tua storia personale contamina in qualche modo i tuoi lavori?
Le figure femminili nei miei lavori non sono autoritratti e cerco di non inserire dettagli autobiografici, ovviamente non è sempre così ma i riferimenti alla mia vita, in genere, non sono intenzionali.
Sicuramente per ognuno, la propria figura e il proprio corpo, sono il primo modello di riferimento per disegnare, a partire da questo, tutto quello che poi si produce mantiene un’impronta che contiene delle caratteristiche omogenee.
Credo sia un vizio mio così come degli artisti in generale.
Anche se non disegno esclusivamente soggetti femminili,  sicuramente si può notare una prevalenza nei miei lavori, perchè se devo dare un volto a un’emozione, mi viene più spontaneo farlo tramite il mio vissuto ed è naturale che io scelga la figura femminile, che è quella con cui sono abituata a percepire il mondo esterno.

La simbologia nei tuoi lavori è molto importante.
Ci sono degli elementi ricorrenti, come il fuoco e le piante che identificano il tuo lavoro. Cosa c’è dietro questi elementi?
Questi elementi che compaiono nelle mie illustrazioni, derivano dalle mie grandi passioni parallele a quella del disegno, che sono ad esempio la botanica e le piante e la natura in generale.
Le piante nei miei disegni non sono mai presenti per puro decorazione, ma hanno sempre un significato, e sono sempre legate alle tematiche che affronto in un’illustrazione.
Il fuoco poi, da sempre, è sicuramente un elemento che mi affascina molto, ma non so bene per quale motivo, sono molto attratta ad esempio anche dalle illustrazioni con i vulcani e le comprerei tutte! Sicuramente c’è una connessione tra queste cose.

Hai qualche progetto in corso di cui vuoi parlare?
E’ difficile difendere il proprio tempo per i progetti personali, ma sto lavorando a un libro mio, è agli inizi e non so ancora bene quando sarà finito. E’ una raccolta di racconti scritti e illustrati da me!

 

 

Olimpia Zagnoli, Cuore di Panna

Gli infiniti pomeriggi trascorsi su sedie di plastica, Heather Parisi alla radio, i colori accessi della televisione anni 80, madri che fumano sigarette leggendo Hemingway. E ancora, le tre ore canoniche prima di fare il bagno al mare, i viaggi in macchina al tramonto dopo una giornata in spiaggia, i braccialetti colorati. Le gare in bicicletta ascoltando musica al walkman. Le file alle cabine telefoniche, le bibite gassate, le sale giochi.

Cuore di Panna, la mostra di Olimpia Zagnoli, in corso fino al 1 luglio alla galleria HVW8 di Los Angeles, evoca sensazioni, odori, suoni e colori di quegli anni, attraverso una serie di composizioni, stampe digitali, neon e video.

Sono i ricordi di Olimpia, ma sono anche i ricordi di tutta quella generazione cresciuta in Italia tra gli anni 80 e gli anni 90. Quando l’Italia non era ancora a conoscenza dei futuri anni bui del Berlusconismo e la cultura pop Americana avrebbe in poco tempo sabotato gli ideali e la vivacità politica italiana degli anni 70.

 

Sleeping in the back seat while my dad drives into the sunset

I want to go home

All the other kids speak French

Goodbye forever

Riding my Vespa behind you riding your Vespa

 

At the bar by myself secretly congratulating myself for being at the bar by myself

Why did I kiss you, then ran away and never spoke to you again?

Noa Snir illustra un piccolo libro sui disordini mentali

Noa Snir è un’illustratrice nata e cresciuta a Gerusalemme. Attualmente vive e lavora a Berlino, dopo essersi diplomata prima alla Bezalel Academy of Arts & Design (nel 2012) e successivamente a Berlino alla University of the Arts (UdK), nel 2016.

Il progetto “mental disorder” è nato qualche anno fa, con la pubblicazione di un piccolo volume in formato A5 che raccoglie una serie di illustrazioni in bianco e nero volte ad esplorare disordini psicologici, fobie e sindromi patologiche. Nel 2017, le incisioni che completano il volume insieme a dei nuovi lavori, sono state esposte alla galleria O!Galeria di Porto.

Per questo progetto Noa ha abbandonato il suo stile, colorato e denso di pattern, attuando un lavoro di sintesi estrema, concentrandosi sulle figure e le forme, creando così un’immagine minimale ma allo stesso tempo comunicativa.

Lavorare a questo progetto le ha permesso di condurre numerose ricerche sulle malattie mentali, da quelle più comuni a quelle più rare. Approcciarsi a questo mondo è stato per Noa una sorta di terapia, che l’ha aiutata  a conoscere e a non temere i disordini mentali, che hanno colpito alcune persone a lei vicine.