Arianna Vairo, Il risveglio del Carnevale

Inaugura questo fine settimana alla Galleria Nuages di Milano la mostra personale di Arianna Vairo “Il risveglio del Carnevale e altre forme della festa”.

Tre serie di dipinti all’acquerello, realizzati da Arianna Vairo tra il 2019 e il 2022, dialogano tra loro sulle pareti della galleria, celebrano il concetto di comunanza, nel simbolo della festa e del rituale.
Un piccolo carnevale, ballerini e girotondi, animano lo spazio espositivo con colori brillanti.

Il “Risveglio del Carnevale” è un’opera in tre atti e un epilogo, dove figure ancestrali tra uomo e animale, seguiti da bianchi alfieri, trasportano simboli del risveglio in una sfilata gioiosa.

Gli “Inchiostri Ballerini” sono una serie di acquerelli su carta realizzati dal vivo, negli ultimi momenti prima della pandemia, durante sessioni di action painting, di fronte a ballerini nel magnifico inoperoso gesto della danza.

I “Girotondi” sono un ciclo di opere sul simbolo di unione, dove una moltitudine in festa vibra in una forma colorata.

La mostra è accompagnata da un piccolo libro edito Nuages, con tutti i disegni del Risveglio del Carnevale, e due testi critici sull’opera, uno di Giovanni Kezich, antropologo esperto di carnevale, e l’altro di Michele Tavola, critico d’arte, attualmente curatore alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Inaugurazione sabato 26 febbraio dalle 16 alle 20.
Galleria Nuages
Via del Lauro 10, Milano

6 mostre di artisti e illustratori selezionate da Illustrazioni Seriali

Nicolas Party

Rovine

MASI Lugano

Lugano, Svizzera

fino al 9 gennaio 2022

Prima grande mostra monografica di Nicolas Party (Losanna, 1980) allestita in un museo europeo. Con questo progetto immersivo l’artista ha dato vita a un universo straniante, contraddistinto da audaci contrasti cromatici, avvolgenti forme architettoniche e inaspettate decorazioni trompe l’oeil, all’interno del quale sono messe in scena le sue magnetiche opere: ampi dipinti murali site-specific, intriganti sculture policrome e luminosi dipinti a pastello.

Nato a Losanna nel 1980, Nicolas Party vive e lavora a New York. Il suo singolare percorso di formazione artistica prende avvio nella prima adolescenza quando si appassiona alla realizzazione di graffiti, esperienza che porterà avanti per oltre un decennio. In seguito orienta il proprio interesse verso l’animazione 3D e completa la sua formazione conseguendo il Master of Fine Arts alla Glasgow School of Art. Nell’arco degli ultimi dieci anni Party ha conquistato il consenso di critica e pubblico e le sue opere sono state presentate in importanti istituzioni, tra cui il Musée Magritte (Bruxelles, 2018), l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington DC, 2017), il Dallas Museum of Art (2016), il Centre Culturel Suisse (Parigi, 2015) e lo Swiss Institute (New York, 2012).


Saul Steinberg

Saul Steinberg Milano New York

Triennale Milano

Milano

fino al 13 marzo 2022


La mostra, a cura di Italo Lupi e Marco Belpoliti con Francesca Pellicciari presenta Saul Steinberg: artista e illustratore di fama mondiale che nella sua carriera ha collaborato con i principali periodici statunitensi, tra cui “Life, “Time”, “New Yorker” e “Harper’s Bazaar”.
L’esposizione prevede una serie di disegni a matita, a penna, ad acquerello, maschere di carta, oggetti/sculture, nonché apparati documentali e fotografici che raccontano il suo stile inconfondibile e il legame che unisce l’artista alla città di Milano. 

Tullio Pericoli

Frammenti

Palazzo Reale Milano

Milano

fino al 9 gennaio 2022

La mostra vuole essere un punto di riflessione e un omaggio alla grande carriera di Tullio Pericoli, artista con una attività feconda e multiforme, le cui opere hanno trovato accoglienza in esposizioni, pagine di giornali, volumi, committenze. Un’attività che nell’ultimo ventennio si è concentrata sul paesaggio, ma non si possono non ricordare i suoi ritratti di personaggi della cultura, pubblicati in tutto il mondo e le sue incursioni nel teatro, con le messe in scena di opere per l’Opernhaus di Zurigo e il Teatro alla Scala di Milano.


Olimpia Zagnoli

Caleidoscopica

Fondazione Palazzo Magnani

Reggio Emilia

fino al 16 gennaio 2022

La mostra ripercorre dieci anni della carriera dell’illustratrice mostrando il suo tratto inconfondibile declinato in disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas e oggetti di uso comune.


Domenico Gnoli

Fondazione Prada

Milano

fino al 27 febbraio 2022

La mostra si presenta come una retrospettiva che riunisce più di 100 opere realizzate da Domenico Gnoli (Roma, 1933 – New York, 1970) dal 1949 al 1969 e altrettanti disegni. Una sezione cronologica e documentaria con materiali storici, fotografie e altre testimonianze contribuisce a ricostruire il percorso biografico e artistico di Gnoli a più di cinquant’anni dalla sua scomparsa. 


Luca Caimmi

Poi Fu La Neve

Galleria Nuages

Milano

Elena Xausa, Coming Home

Elena Xausa. Coming Home, a cura di Melania Gazzotti, è la mostra dell’artista e illustratrice italiana di fama internazionale Elena Xausa, che raccoglie oltre 70 opere riassuntive dei suoi dieci anni di carriera, visitabile presso i Musei Civici di Bassano del Grappa fino al 10 ottobre 2021.


In dieci anni di attività svolta tra le città di Venezia, Berlino, Milano e New York, Elena Xausa ha prestato i propri personaggi e il proprio stile inconfondibile, fatto di forme essenziali e colori pieni, a grandi aziende, quotidiani e riviste del calibro del New Yorker, New York Times, New York Mag, Die Zeit, Monocle, Rolling Stone e tante altre. Che si tratti di tradurre in immagini un articolo di attualità o una campagna pubblicitaria, Xausa si appropria di scene di vita quotidiana che reinterpreta con ironia, dando spesso vita ad accostamenti e situazioni paradossali. Nel suo percorso professionale, attinge a fonti diverse, dalla moda al design, dalla cultura popolare all’arte contemporanea. Il linguaggio che ne deriva si connota come fortemente internazionale, apparentemente semplice ma al contempo estremamente raffinato.

Illustrazioni Seriali ha avuto il piacere di parlare con Elena Xausa a proposito della mostra e del suo lavoro:

I.S. Quanto conta per te il legame con la tua città natale, Marostica? Cosa porti con te delle tue esperienze all’estero e cosa delle tue origini e della tua formazione “italiana”?

E.X. Si dice che si vive nelle grandi città per conoscere e nelle città piccole per essere conosciuti. Nel mio caso riconosciuta, salutata e subito identificata come figlia, nipote, sorella, cugina. Fa un po’ strano ma questo è il mio legame a questa città, la mia famiglia. Oltre a questo la natura che circonda le mura e le montagne vicine che mi sono molto mancate all’estero. All’estero ho portato la mia autoironia italiana, in Italia ho portato una sensibilità ampliata e una curiosità ancora più vivida.

I.S. Ci sono degli artisti e/o illustratori ai quali ti senti più legata o dai quali hai tratto ispirazione negli anni?

E.X. Certo, ho amato e amo illustratori come Bob Gill, Adam Fletcher, Seymour Chwast, John Alcorn e Steinberg. Tra quelli contemporanei Geoff McFetridge, il duo Mrzyk e Moriceau e Dan Perjovschi.

I.S. La maggior parte dei tuoi lavori sono opere commissionate da aziende e riviste. Hai avuto modo di sviluppare anche una creazione artistica che si discosta dal lavoro su commissione, e che è l’espressione della tua creatività più pura?

E.X. Sì, ho lavorato a più progetti personali nel tempo tra cui serie di serigrafie e stampe riso. Il lavoro su commissione però mi ha sempre tenuta molto impegnata, ne sono stata felice in quanto mi piace tantissimo e lavorare è il mio dharma.

Inoltre spesso ho avuto il problema di trovare lo spazio dove realizzare le mie opere e ho dovuto aspettare il mio ritorno a casa per dedicarmi alla realizzazione tridimensionale e su grande scala dei miei soggetti (come l’installazione pandoro per Treviso Comics Book Festival le maschere di carta pesta in mostra così come l’arazzo di cui ho realizzato il disegno). Vorrei lavorare sempre di più in questa direzione, sperimentando con la mia manualità anche attraverso la ceramica. Inoltre assieme al mio ragazzo Lorenzo Fonda abbiamo in cantiere un bel progetto non affatto materico ma di animazioni 3d.

Elena Xausa (1984) è un’illustratrice e artista italiana di fama internazionale, che dopo aver lavorato a Venezia, Berlino, Milano e New York, è tornata a vivere a Marostica (VI), sua città natale.
Oltre all’attività di illustratrice, Xausa ha continuato negli anni a dedicarsi a una ricerca artistica personale che l’ha portata a esplorare le infinite possibilità del disegno e a sviluppare il proprio lavoro anche nella terza dimensione, con la creazione di installazioni site specific, oggetti di design e capi d’abbigliamento.

MUSEO CIVICO BASSANO DEL GRAPPA
26.6.2021—20.9.2021
Piazza Garibaldi, 34 Bassano del Grappa (VI)
www.museibassano.it

La mostra di Blanca Mirò Skoudy da Ivory Press Madrid

Ivorypress è una piccola casa editrice fondata nel 1996 da Elena Ochoa Foster e specializzata in libri d’arte e di fotografia.

Attualmente il progetto abbraccia una vasta area di iniziative e attività legate all’arte contemporanea. Nel 2008 Ivory Press ha inaugurato un grande spazio a Madrid, progettato da Norman Foster, include una galleria d’arte con una collezione permanente e mostre temporanee, un bookshop e uno spazio per talk e laboratori.

Ivory Press è diventato presto una delle realtà più emblematiche del panorama artistico madrileno, infatti oltre all’attività di editoria, si occupa di consulenze d’arte, curatele, servizi di editoria e produzioni audio-visive.

É interessante osservare che, una realtà così consolidata, abbia inaugurato durante la settimana dell’arte di Madrid, una mostra di illustrazione.

Dibujos è la mostra personale di Blanca Mirò Skoudy, artista visuale che vive e lavora a Barcellona.

Il lavoro di Blanca abbraccia diversi campi artistici, dall’illustrazione al design, dai video alla scenografia. Ma la mostra da Ivory Press si concentra sulla tecnica che sta alla base di tutta la sua produzione: il disegno.

Con linee precise e sinuose, Blanca Mirò definisce corpi femminili, attraverso l’utilizzo di molteplici prospettive, richiamando la tradizione dei surrealisti francesi e spagnoli come Cocteau, Mirò, Picasso e Breton.

Le protagoniste dei suoi disegni sono spesso sole, decontestualizzate in ambienti calmi e pacifici. Solo occasionalmente le figure sono accompagnate da elementi decorativi, come orecchini, chitarre, bicchieri, sedie, che richiamano l’immaginario surrealista.

Il corpo femminile, protagonista di questa serie di lavori di Blanca Mirò, appare come il bilanciamento perfetto tra angoli acuti e curve sinuose che si assemblano tramite l’utilizzo di simboli femminili. La costante rivisitazione della figura di Venere, rivela un grande interesse verso il cambiamento del significato moderno di femminilità.

La mostra Dibujos di Blanca Mirò Skoudy ha inaugurato il 26 febbraio e proseguirà fino al 9 maggio 2020.

L’immagine perfetta secondo Francesco Ciccolella.

Francesco Ciccolella, l’illustratore viennese, riconoscibile per i suoi lavori minimali e concettuali, racconta di come una citazione di Antoine de Saint-Exupéry abbia segnato il suo modo di concepire un’immagine.

La perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere

IS: Quali sono gli editoriali che illustri e a cui ti senti più vicino per tematiche e ideologie?

FC: Sono abbastanza incuriosito dalla natura e il mio lavoro di illustratore nel campo editoriale mi permette di conoscerne sempre nuovi aspetti. Mi piace sfruttare questa opportunità, quindi quando mi è possibile, cerco di scegliere di lavorare su editoriali di tematiche differenti, così sembra sempre che si stia imparando qualcosa di nuovo da ogni progetto.

IS: Il minimalismo è una chiave del tuoi lavoro. Qual è il processo che segui per creare dei contenuti così comunicativi ma allo stesso tempo così semplici ed eleganti?

FC: E’ essenziale per me limitarmi a ciò che l’illustrazione deve trasmettere.

Successivamente cerco la giusta “metafora visuale” e mi libero di tutti i dettagli non necessari. C’è una frase di Antoine de Saint-Exupéry che mi piace: “La perfezione si raggiunge, non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”.

Oltre a centrare il tema dell’editoriale, cerco di aggiungere un elemento sorprendente.

Qualcosa di surreale e inaspettato che attira l’attenzione dello spettatore.

L’illustrazione esiste sempre in uno specifico contesto ma mi interessa creare delle immagini che possano vivere da sole e che non abbiano necessariamente bisogno di leggere l’articolo per essere capite.

IS: C’è un illustratore o un artista del passato a cui ti senti particolarmente legato?

FC: Un pò di nomi che mi vengono in mente sono: ulius Klinger, Lora Lamm, Paul Rand, René Magritte, Brad Holland, Tom Eckersley, Jean-Michel Folon, Bruno Munari, Tomi Ungerer… e ce ne sono molti altri ovviamente.

IS: Come scegli i colori dei tuoi lavori?

FC: Non ho un vero metodo ma cerco di scegliere colori semplici.

Uno o due colori, color carne, un bianco e spesso il nero. Mi piace guidare lo spettatore verso i personaggi delle mie illustrazioni, così spesso li vesto con bianchi e neri e li inserisco in uno sfondo molto colorato. 

IS: Lavori anche a progetti personali? Ti piacerebbe esporre e lavorare con le gallerie d’arte?

FC: Sì, mi piace mantenere un certo equilibrio tra i lavori commerciali e progetti personali. Credo che sia importante seguire la direzione che a me sembra quella giusta. I clienti tendono a indirizzare il mio lavoro in un modo o nell’altro. Ma con i progetti personali possono sperimentare e sviluppare nuovi modi di pensare e di creare immagini.

Sono decisamente interessato a esporre i miei lavori in gallerie. Ho già partecipato a qualche mostra e spero ci siano presto nuove occasioni.


english version:

IS: Which kind of editorial you feel most connected to? Political, social, or other topics?

FC: I’m quite curious by nature and editorial work allows you to constantly discover new topics. So I like to take advantage of that and keep the range of projects I take on quite diverse in terms of content. It almost feels like you’re learning something new with every project. 

IS: Minimalism is the key of your works. What is the process that you follow to create such communicative but simple and elegant images?

FC: It’s essential for me to narrow down what the illustration should convey. Then I start looking for the right visual metaphors and get rid of unnecessary details. There’s this quote by Antoine de Saint-Exupéry that I like: „Perfection is achieved, not when there’s nothing more to add, but when there’s nothing left to take away.“

Apart from getting across the topic I seek to create an element of surprise. Something surreal and unexpected that challenges you as a viewer and gets your attention. An illustration always exists in a specific context but I’m interested in creating images that can stand on their own and don’t necessarily need you to read an article in order to resonate with you.

FC: Are you inspired by any illustrators or artist from the past to whom you feel connected?

IS: A few people that randomly come to mind are: Julius Klinger, Lora Lamm, Paul Rand, René Magritte, Brad Holland, Tom Eckersley, Jean-Michel Folon, Bruno Munari, Tomi Ungerer… There are so many more, of course.

IS: How do you choose colours for your works?

FC: I don’t really have a method but tend to keep it simple. One or two colors, skin tones, a white and an often bluish black. I like to lead the viewer’s eye towards the people in my illustrations so I often have them wear black and white clothes against a colored background.

IS: Do you work on personal works? And are you interested in showing your works in galleries?

FC: Yes, I keep a balance between commercial work and projects of a more personal nature. I believe they’re important to help me maneuver the ship into a direction that feels right. Clients tend to ask me for things I’ve already done in one or the other way but with personal work I can experiment and develop new ways of thinking and creating images. I’m definitely interested in doing more shows in galleries. I did a few already and hope there will be many more to come.

Le città immaginarie di Lucio Schiavon

Alla galleria Nuages di Milano, fino all’11 maggio sono esposte le opere di Lucio Schiavon, illustratore e disegnatore veneziano, che per questa mostra personale ha realizzato una nuova serie di disegni su carta liberamente ispirati a Lorenzo Mattotti e Saul Steingerg.

Le Città Immaginarie di Lucio Schiavon non hanno un nome, ci si sofferma a guardarne i colori, le forme, il labirinto nascosto di vie, il susseguirsi di palazzi e ponti, si cerca il dettaglio che possa svelarci la sua identità. I loro nomi rimangono celati, perchè quello che l’artista traccia su carta è l’idea stessa di città, la sua essenza. Ed è lo spettatore che ne trova la propria ubicazione, lasciandosi trasportare da personali ricordi di viaggi, dettagli e scene quotidiane.

In mostra una ventina di opere su carta, di piccolo e grande formato, a colori e i bianco e nero.


Lucio Schiavon è un illustratore e Graphic Designer nato Venezia nel 1976. Ha collaborato con Fabrica, La Biennale di Venezia, Agenzia Armando Testa. Illustra Libri per la casa editrice Nuages di Milano e ha esposto alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Ha vinto International Motion art Award di New York e l’Interfilm Festival short Movie di Berlino 2015 con due diversi cortometraggi in animazione.

https://www.nuages.net/

https://lucioschiavon.com/

Lucio Schiavon, Le città immaginarie (Blue note nigh), tecnica mista su carta
Lucio Schiavon, Le città immaginarie, tecnica mista su carta

Lucio Schiavon, Dear old Stock, tecnica mista su carta
Lucio Schiavon, Rainy Night Georgia, tecnica mista su carta
Lucio Schiavon, Sintesi, tecnica mista su carta
Lucio Schiavon, Le città immaginarie (Ny state), tecnica mista su carta
Lucio Shivavon
Lucio Schiavon, Le città immaginarie (Lisboa), tecnica mista su carta