Terza settimana di residenza con Michela Picchi e Beya Rebaï

Terza e ultima settimana di residenza al laboratorio Fallani Venezia.

Incontro Michela Picchi e Beya Rebaï al termine della loro esperienza, sono felice di percepire che tra le due artiste si sia creato un rapporto di complicità e di stima reciproca.

Michela e Beya hanno qualche anno di differenza e due background artistici molto differenti, così come diverse sono le loro modalità di lavoro e il loro approccio alla residenza.

Artiste e donne intelligenti e determinate, vivono il laboratorio insieme, osservando l’una il lavoro dell’altra.

Michela Picchi è un’artista multidisciplinare già affermata che vive a Berlino, ha esposto i suoi lavori in gallerie italiane e straniere.

La serigrafia è una tecnica che non le è nuova, tutt’altro. Parlando con Michela ricordiamo infatti la sua prima personale alla galleria della mia amica Martina Corbetta, occasione in cui ci siamo conosciute. In mostra erano una decina di serigrafie in edizione limitata. 

E’ la prima volta che partecipa attivamente al processo di stampa, è estasiata dalla resa dei colori, dalla possibilità che le viene data di trovare la tonalità perfetta.

Michela infatti ha una grande padronanza dell’utilizzo del colore, delle campiture piatte. Questa abilità va a sommarsi alla forza espressiva dei suoi soggetti, carichi di mistero e di simbologie. Ne parliamo a lungo durante l’intervista che registriamo in conclusione a questo progetto. Cerco di calarmi insieme a lei nella profondità dei suoi lavori, parliamo di inconscio, di surrealismo, di influenze più o meno consapevoli.

Beya Rebaï è una giovanissima artista parigina, come Michela altrettanto determinata tanto che, ha cominciato a lavorare come illustratrice ancora prima della fine del suo percorso di studi a Bruxelles.

Seguo i suoi lavori da tempo, sono molto felice di poter collaborare con lei e conoscerla finalmente di persona.

Le chiedo di mostrarmi il suo sketchbook, a mio parere una delle cose più magiche che un’artista possieda. Lo sfoglio e trovo un’infinità di miniature colorate rigorosamente con pastelli a cera, strumento unico delle opere di Beya. Pagine piene di colori accostati con una capacità istintiva rara da trovare in un’artista giovane come lei. Mi spiega che sebbene gli accostamenti cromatici siano sicuramente guidati in gran parte dall’istinto, è in realtà la parte del suo lavoro che le ruba maggior tempo. Ne è ossessionata tanto da passare intere giornate alla ricerca dell’accostamento perfetto. Racconta che nell’estate appena trascorsa si sia imposta di dipingere per un certo periodo solo con un colore, per dedicarsi maggiormente all’osservazione e alla composizione dell’opera piuttosto che al colore.

L’approccio alla stampa in serigrafia non è stato subito semplice per lei. Trova qualche difficoltà a capire fino in fondo le fasi del processo di stampa della serigrafia, ma è la prima volta che si relazione con questa tecnica e per lei non è immediato capire che la serigrafia non è la riproduzione di un’opera, ma una nuova interpretazione di questa tramite un mezzo differente.

Superato questo step iniziale, le verrà poi semplice intervenire direttamente sulle sette pellicole dei sette passaggi di stampa, includendo una velatura d’oro che brilla delicatamente alla luce del sole.

Prossimo obiettivo: una mostra delle sei artiste (Ana Popescu, Martina Paukova, Charlotte Trounce, Elenia Beretta, Michela Picchi, Beya Rebaï) che hanno preso parte alla residenza.

Tutte le serigrafie sono ora disponibili online sul sito di Fallani Venezia.

Michela Picchi e Gianpaolo Fallani verificano l’allineamento delle pellicole. Photo credit Aurora Ricciolini
Michela Picchi osserva il risultato di stampa. Photo credit Aurora Ricciolini
Beya Rebaï al lavoro sulle pellicole della serigrafia. Photo credit Aurora Ricciolini
Gianpaolo Fallani e Beya Rebaï verificano la resa del colore. Photo credit Aurora Ricciolini

Seconda settimana di residenza: Elenia Beretta

Come per la settimana precedente, arrivo a Venezia sabato mattina, entusiasta di poter incontrare Elenia Beretta, terza artista in residenza.

Ci diamo appuntamento in laboratorio dove Gianpaolo Fallani ed Elenia stanno finendo di stampare l’ultimo colore della serigrafia, prima di apportare il timbro Fallani e la firma dell’artista su tutte le 50 copie dell’edizione.

Mentre lavora all’ultima pellicola, quella che servirà a creare un gioco di ombre sul foglio, Elenia mi aggiorna sui giorni passati in residenza, per lei la serigrafia è una tecnica del tutto nuova e decide di passare la maggior parte delle sue giornate in laboratorio, a sperimentare, a ritoccare le pellicole, ad ascoltare con grande attenzione le lezioni di Fallani. Si immagina già una seconda residenza, quando maturate le nozioni apprese nei giorni appena trascorsi, potrà passare a un livello più avanzato, realizzando una serigrafia disegnando direttamente sulle pellicole. Fallani sembra che non presti troppa attenzione ai nostri discorsi, continua a stampare concentrato e rigoroso, ma riesco a scorgere un sorriso soddisfatto, anche questa volta è riuscito a consegnare all’artista in residenza la sua passione per il mestiere.

Elenia è una donna determinata ed estremamente sensibile, abbiamo l’opportunità di parlare molto, del lavoro, della residenza, dei progetti e delle difficoltà. Le piace raccontarsi ma con altrettanto interesse vuole conoscere chi ha di fronte. Mi convinco che quella testa colorata e intricata che costituisce la sua opera per Spazi, non possa che essere la sua.

Le faccio notare che trovo molto interessante che, chiamata a indagare il concetto di spazio durante le lunghe settimane di lock-down, abbia realizzato un’opera con un’accezione introspettiva, da cui poi il titolo Thoughts. Elenia mi conferma che il concetto di spazio, o meglio della mancanza di spazio, ha rappresentato per lei un limite mentale prima ancora che fisico. Se la vita da illustratrice l’ha abituata al tempo passato nel suo studio a dipingere, diverso è stato metabolizzare l’impossibilità di non relazionarsi fisicamente e personalmente con i suoi affetti.

Dopo quasi ventiquattro ore passate insieme, ci salutiamo con tanti nuovi progetti in testa, quella testa colorata, libera, caotica che Elenia ha realizzato per Spazi.

Elenia Beretta mentre lavora alle pellicole. Photo credit Aurora Ricciolini
Gianpaolo Fallani ed Elenia Beretta al lavoro in serigrafia. Photo credit Aurora Ricciolini
Elenia Beretta firma e numera le 50 copie dell’edizione. Photo credit Aurora Ricciolini

Spazi: una residenza d’artista in serigrafia. Martina Paukova e Ana Popescu

Si è conclusa domenica 20 settembre, la prima settimana di residenza per le artiste Martina Paukova e Ana Popescu.

Dopo aver seguito il processo di stampa, costantemente aggiornata da Chiara, anima energica della Serigrafia Fallani e da Gianpaolo Fallani, titolare del laboratorio e insignito del titolo di Maestro d’Arte e Mestieri nel 2018, approdo a Venezia sabato mattina, emozionata e impaziente di vedere il risultato di questa prima settimana di lavoro.

Varcata la soglia del Laboratorio, la prima cosa che mi colpisce è l’atmosfera giocosa che si respira tra le protagoniste di questa esperienza; le artiste Martina e Ana, sebbene non si siano mai viste prima, sembrano due colleghe affiatate, o forse si può utilizzare il termiche amiche. Scherzano tra loro come due compagne di banco al liceo, mentre sono intente a firmare e numerare le serigrafie fresche di stampa. 50 firme apportate nell’angolo in basso a destra, a fianco alla numerazione, su ciascuna delle 50 copie prodotte. Manca l’ultimo step, il timbro a secco di Fallani, a sigillare l’intero progetto.

Io e Ana Popescu, ci siamo già incontrate qualche mese fa a Milano, poco prima della pandemia, anche se ci sembra passato molto più tempo. Le sue opere, insieme a quelle di Elisa Macellari e Quentin Monge, erano esposte nella sezione speciale curata da Illustrazioni Seriali, all’Affordable Art Fair. Abbiamo lavorato molto bene, e non appena si è presentata una nuova occasione di collaborazione, sono stata molto contenta di invitarla a prendere parte a questo secondo progetto insieme.

Ana ha studiato grafica e tecniche di stampa a Vienna, mi racconta che questa settimana trascorsa in Laboratorio, le è servita per approfondire la sua conoscenza della tecnica serigrafica. Da Fallani, la produzione si svolge interamente con procedimenti artigianali e l’obiettivo della residenza è anche quello di lasciare le artiste libere di sperimentare e di prendere parte attivamente alla produzione. La serigrafia di Ana è composta da 5 colori, questo significa 5 passaggi di stampa. Ad ogni colore corrisponde una pellicola e un telaio. Ana mi spiega che per alcuni passaggi, è intervenuta dipingendo direttamente sulle pellicole per correggere qualche piccolo dettaglio.

La resa dei colori dal vivo è una delle cose che mi ha colpito di più, gli inchiostri (rigorosamente ad acqua) coprono la carta (una Fedrigoni da 300gr) in maniera uniforme, piena. L’arancione dei frutti, protagonisti dell’opera di Ana, sbuca dall azzurro di fondo intenso e pieno. Che meraviglia, un’opera nell’opera, l’arte di Ana e quello dello straordinario “saper fare” di Fallani.

Martina Paukova l’ho intervistata un paio di anni fa, il suo lavoro così colorato, geometrico e legato all’immaginario Memphis, mi ha sempre incuriosito. Ma anche la sua storia personale è altrettanto curiosa, laureatasi in Scienza Politiche in Slovacchia, si trasferisce a Londra per uno stage. Finisce per fare un corso per illustratori e, dopo qualche tempo, diventerà la sua professione.

Martina lavora solo in digitale, è abituata a lavorare con i livelli di Photoshop e con colori digitali. L’utilizzo dei livelli è l’elemento che accomuna il suo modus operandi al processo di stampa della serigrafia. Le viene semplice intuire come vengono realizzati i vari passaggi di stampa e come si devono impostare le 7 pellicole dei 7 colori che costituiranno il lavoro finale.

Mi spiega che ha incontrato qualche difficoltà sulla scelta dei colori. Il suo occhio è abituato allo schermo, ai toni falsati dal monitor retroilluminato. Ma i colori sono uno dei punti di forza del lavoro di Martina, le piacciono i contrasti forti, accessi, fluo. Con pazienza e grande ricerca, la Paukova insieme a Gianpaolo e Chiara, passano gran parte del tempo a testare diverse tonalità, piccole sfumature, aggiungere e togliere pigmenti, fino ad arrivare a quella desiderata. Che poi è quella adatta, quella che permetterà alla serigrafia di Martina di esplodere di energia e luminosità in un rettangolo di carta di 70×50 cm.

Ana Popescu durante il processo di stampa. Photo credit Aurora Ricciolini
Ana Popescu con la serigrafia “Spazi (Oranges)”, 70×50 cm, edizione limitata di 50. Photo credit Aurora Ricciolini
Martina Paukova durante il processo di stampa serigrafica. Photo credit Aurora Ricciolini
Martina Paukova con la serigrafia “Spazi (Armchair and me)”, 70×50 cm, edizione limitata di 50. Photo credit Aurora Ricciolini

SPAZI | Illustrazioni Seriali per Fallani Venezia: una residenza d’artista in Serigrafia

Spazi è il titolo dell’ultimo progetto di residenza d’artista ideato da Fallani Venezia, storico laboratorio di serigrafia artistica, e curato da Illustrazioni Seriali, che dal 2017 propone mostre e approfondimenti legati al mondo dell’illustrazione.

Sei artiste e illustratrici di fama internazionale sono state invitate a ideare e sviluppare un’opera originale, ciascuna secondo la propria tecnica artistica e la propria sensibilità, che indaghi il concetto di SPAZIO.

Le sei opere diventeranno sei serigrafie che le artiste, assieme a Gianpaolo Fallani, realizzeranno durante il periodo di residenza. Per una settimana parteciperanno al processo di produzione, lavorazione e stampa delle grafiche, confrontandosi con una tecnica molto utilizzata in ambito artistico e ancora così artigianale e affascinante.

Le serigrafie, tutte di formato 70×50 cm., saranno stampate su carta Fedrigoni Arcoprint da 300 grammi, in una preziosa edizione limitata di 50 copie, firmate e numerate dalle artiste.

Elenia Beretta, Martina Paukova, Michela Picchi, Ana Popescu, Beya Rebaï, Charlotte Trounce, le sei artiste selezionate, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con il tema dello spazio, un tema deliberatamente ampio, che potesse dare una grande libertà di interpretazione nella creazione dell’elaborato.

Spazio, quello che improvvisamente ci è venuto a mancare qualche mese fa, nelle settimane di lockdown, e che abbiamo dovuto imparare a ricalibrare, a limitare, a modificare, a vivere diversamente.

Sei elaborati legati dallo stesso fil-rouge e allo stesso tempo così diversi tra loro, realizzati con tecniche e modalità differenti. Elenia Beretta, illustratrice italiana che vive a Berlino, ha delineato con acquerelli il profilo di un volto pieno di colori e sfumature. Rappresentano tre spazi di vitale importanza per lei: lo spazio mentale, lo spazio fisico e lo spazio dei sentimenti.

Charlotte Trounce, artista inglese, si era da poco trasferita a Edimburgo quando è scattato il lock-down, per lei lo spazio rappresenta una grande distesa verde dipinta con pastelli a cera, lo stesso prato che ha calpestato nelle poche ore di libertà giornaliera. Il paesaggio di Beya Rebaï, denso di colori pastello, è uno sfocato ma tangibile paesaggio sognato, è il poco conosciuto ma spettacolare giardino dell’Eden di Venezia.

Per Michela Picchi, artista multidisciplinare che vive a Berlino, lo spazio è una visione surreale, una sequenza di archi e scenografie digitali e la presenza onirica di uno splendido cavallo bianco. Più realistica invece l’interpretazione dello spazio per Martina Paukova, illustratrice slovacca che risiede a Berlino dopo molti anni passati a Londra. Lo spazio sembra quasi mancare, un frame della vita da lockdown, tra computer, telefoni, oggetti sparsi in una stanza, e una poltrona che accoglie una ragazza poco convinta. Ana Popescu, artista di origine rumene che vive a Vienna, rimane fedele al suo tratto distintivo, al rapporto appunto tra spazio, luce e ombre. Dipinge una natura morta così semplice, e allo stesso tempo così poetica, frutto di attente osservazioni.

Le residenze si svolgeranno a Venezia dal 14 settembre al 4 di ottobre.

Sarà possibile acquistare le serigrafie in pre-ordine a partire dal 1 Settembre, usufruendo di uno sconto del 10% sul sito di Fallani Venezia.

Le artiste soggiorneranno presso ICI Casa Murano.

Fallani Venezia è un laboratorio artigianale di serigrafia artistica, attivo dal 1968 nel cuore della città di Venezia. Stampa edizioni di alta qualità, mettendo a disposizione la propria competenza tecnica e la propria sensibilità, riuscendo a interpretare e tradurre in grafica i diversi linguaggi espressivi di pittori, scultori, fotografi, illustratori, street artist, grafici e designers.

Gianpaolo Fallani eredita la passione per la serigrafia dal padre Fiorenzo, che ha collaborato con oltre 200 artisti di tutto il mondo e per i quali ha realizzato più di 1000 edizioni. Prosegue l’attività di stampa su commissione, proponendo anche workshop e residenze di vario livello che invitano l’artista a conoscere e sperimentare la versatilità e le potenzialità di questa tecnica di stampa.

Ana Popescu, Spazi (Oranges), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50 cm
Beya Rebai, Spazi (Eden Garden), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50 cm
Charlotte Trounce, Spazi (Inverleith Park), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50
Elenia Beretta, Spazi (Thoughts), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50 cm
Martina Paukova, Spazi (Armchair and me), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50 cm
Michela PIcchi, Spazi (Beyond Spaces), 2020, serigrafia su carta Fedrigroni 300 gr, 70×50 cm

EmilianoPonzi_WashingtonPost

La quarantena di Emiliano Ponzi per il Washington Post

Emiliano Ponzi, disegnatore e illustratore italiano, è stato invitato dal quotidiano americano The Washington Post a raccontare i giorni di quarantena a Milano, secondo la sua prospettiva.

Ogni post è scandito da un’ illustrazione, realizzata con Ipad Procreate, e da un testo che contiene talvolta un racconto personale, come un ricordo d’infanzia, atre volte la trascrizione di una telefonata con amici o ancora il racconto di una giornata tipo, scandita da code al supermercato, brevi passeggiate col cane e la mente che non riesce a fermarsi.

Il progetto è pubblicato e disponibile online sul sito del Washington Post.

EmilianoPonzi_WashingtonPost

Emiliano Ponzi vive a Milano ed è uno dei più importanti disegnatori italiani contemporanei. Il suo lavoro si basa sull’uso di texture, linee grafiche ed essenzialità, per comunicare in maniera diretta e sintetica. Le sue illustrazioni compaiono su pubblicità, magazine, libri, quotidiani e animazioni.

Tra i suoi clienti: The New York Times, Le Monde, The New Yorker, The Economist, Penguin books, LaRepubblica, Feltrinelli, Il Sole 24 Ore, Mondadori.

La quarantena illustrata da Riccardo Guasco

Com’è la quarantena vista dagli occhi di un illustratore? Quali sono i particolari che sa cogliere? E come li rappresenta in pochi tratti ma significativi?

A queste domande abbiamo trovato risposta nel recente progetto di Riccardo Guasco che, in queste settimane, ha realizzato un diario illustrato per raccontare i difficili giorni durante l’epidemia di Covid-19.
Le illustrazioni, realizzate in due mesi di quarantena, sono più di cinquanta, e verranno raccolte in un libro (firmato e numerato) che si può preordinare sul suo sito.
Parte del ricavato dalla vendita sarà devoluto a sostegno della Fondazione Solidal per il sostegno agli ospedali della provincia di Alessandria.

Gli aperitivi
I controlli
I medici
Il tempo
La Fase due
Chat Window

Riccardo Guasco è un illustratore e pittore di Alessandra, Piemonte.
Influenzato da movimenti come il cubismo e il futurismo e da personaggi come Picasso, Depero, Feininger, disegna con linee semplici e pochi colori cercando la leggerezza della forma e il calore cromatico.
Innamorato del manifesto come mezzo di comunicazione utile ad una buona educazione all’immagine, mescola poesia e ironia creando illustrazioni per far sorridere gli occhi.
Le sue illustrazioni appaiono su campagne pubblicitarie, riviste, libri, cappelli e biciclette.
E’ felice di aver collaborato con The New Yorker, Eni, TIM, Diesel, Rizzoli, Baldini & Castoldi, Poste Italiane, Campo Viejo, Giunti, Moleskine, Rapha, Thames & Hudson, DeAgostini, Sole 24 Ore, Emergency, Greenpeace, Rai, L’Espresso.