Charlotte Trounce in differita per Spazi: una residenza d’artista in serigrafia.

Charlotte Trounce, artista inglese a cui abbiamo dedicato un approfondimento qualche mese fa, non è riuscita a raggiungerci a Venezia per la residenza d’artista Spazi. Grazie a una buona connessione internet siamo comunque riusciti ad aggiornarla e a renderla partecipe di tutte le fasi di preparazione e realizzazione della serigrafia, ottenendo un risultato ottimo e grande soddisfazione da entrambe le parti.

Abbiamo posto qualche domanda a Charlotte, in conclusione di questo progetto.

IS: Come è cambiata la tua percezione dello spazio durante e dopo il lockdown? Ha impattato il modo di osservare lo spazio e dipingerlo? Per Spazi hai scelto di dipingere un verdeggiante parco di Edinburgo. Come è nato questo lavoro?

CT: Quando il lockdown si è concluso all’inizio dell’estate, il concetto di spazio è diventato ancora più importante per me. Dopo essere stata costretta a rimanere nei confini della città, e in posti raggiungibili a piedi, ho sentito disperatamente la necessità di scappare e spingermi oltre le distanze concesse.

Il parco rappresentato in serigrafia, che fino a poco tempo fa mi regalava un grande senso di libertà, improvvisamente mi è sembrato troppo piccolo e ho sentito il bisogno di una natura più grande, come le montagne e il mare. Da quando ho provato queste sensazioni cerco di lavorare a paesaggi più ampi rispetto a spazi più piccoli e circoscritti.

IS: Al laboratorio Fallani Venezia il processo di stampa è completamente manuale e artigianale, come hai avuto modo di seguire. Che effetto ti ha fatto prendere parte all’intero processo, anche se a distanza?

CT: Nonostante mi sia dispiaciuto molto non poter viaggiare e raggiungervi a Venezia, per poter partecipare di persona, è stata comunque un’esperienza importante per me. E’ stato fantastico verificare le varie fasi della stampa, dalla scelta dei colori alla correzione dei dettagli. La stampa finale ha un carattere e una bellezza che vanno oltre l’opera originale, è molto più di una semplice riproduzione!

La serigrafia di Charlotte Trounce. Photo credit Aurora Ricciolini
Primo colore della serigrafia di Charlotte Trounce. Photo credit Aurora Ricciolini
Prove colore con Charlotte Trounce. Photo credit Aurora Ricciolini

Terza settimana di residenza con Michela Picchi e Beya Rebaï

Terza e ultima settimana di residenza al laboratorio Fallani Venezia.

Incontro Michela Picchi e Beya Rebaï al termine della loro esperienza, sono felice di percepire che tra le due artiste si sia creato un rapporto di complicità e di stima reciproca.

Michela e Beya hanno qualche anno di differenza e due background artistici molto differenti, così come diverse sono le loro modalità di lavoro e il loro approccio alla residenza.

Artiste e donne intelligenti e determinate, vivono il laboratorio insieme, osservando l’una il lavoro dell’altra.

Michela Picchi è un’artista multidisciplinare già affermata che vive a Berlino, ha esposto i suoi lavori in gallerie italiane e straniere.

La serigrafia è una tecnica che non le è nuova, tutt’altro. Parlando con Michela ricordiamo infatti la sua prima personale alla galleria della mia amica Martina Corbetta, occasione in cui ci siamo conosciute. In mostra erano una decina di serigrafie in edizione limitata. 

E’ la prima volta che partecipa attivamente al processo di stampa, è estasiata dalla resa dei colori, dalla possibilità che le viene data di trovare la tonalità perfetta.

Michela infatti ha una grande padronanza dell’utilizzo del colore, delle campiture piatte. Questa abilità va a sommarsi alla forza espressiva dei suoi soggetti, carichi di mistero e di simbologie. Ne parliamo a lungo durante l’intervista che registriamo in conclusione a questo progetto. Cerco di calarmi insieme a lei nella profondità dei suoi lavori, parliamo di inconscio, di surrealismo, di influenze più o meno consapevoli.

Beya Rebaï è una giovanissima artista parigina, come Michela altrettanto determinata tanto che, ha cominciato a lavorare come illustratrice ancora prima della fine del suo percorso di studi a Bruxelles.

Seguo i suoi lavori da tempo, sono molto felice di poter collaborare con lei e conoscerla finalmente di persona.

Le chiedo di mostrarmi il suo sketchbook, a mio parere una delle cose più magiche che un’artista possieda. Lo sfoglio e trovo un’infinità di miniature colorate rigorosamente con pastelli a cera, strumento unico delle opere di Beya. Pagine piene di colori accostati con una capacità istintiva rara da trovare in un’artista giovane come lei. Mi spiega che sebbene gli accostamenti cromatici siano sicuramente guidati in gran parte dall’istinto, è in realtà la parte del suo lavoro che le ruba maggior tempo. Ne è ossessionata tanto da passare intere giornate alla ricerca dell’accostamento perfetto. Racconta che nell’estate appena trascorsa si sia imposta di dipingere per un certo periodo solo con un colore, per dedicarsi maggiormente all’osservazione e alla composizione dell’opera piuttosto che al colore.

L’approccio alla stampa in serigrafia non è stato subito semplice per lei. Trova qualche difficoltà a capire fino in fondo le fasi del processo di stampa della serigrafia, ma è la prima volta che si relazione con questa tecnica e per lei non è immediato capire che la serigrafia non è la riproduzione di un’opera, ma una nuova interpretazione di questa tramite un mezzo differente.

Superato questo step iniziale, le verrà poi semplice intervenire direttamente sulle sette pellicole dei sette passaggi di stampa, includendo una velatura d’oro che brilla delicatamente alla luce del sole.

Prossimo obiettivo: una mostra delle sei artiste (Ana Popescu, Martina Paukova, Charlotte Trounce, Elenia Beretta, Michela Picchi, Beya Rebaï) che hanno preso parte alla residenza.

Tutte le serigrafie sono ora disponibili online sul sito di Fallani Venezia.

Michela Picchi e Gianpaolo Fallani verificano l’allineamento delle pellicole. Photo credit Aurora Ricciolini
Michela Picchi osserva il risultato di stampa. Photo credit Aurora Ricciolini
Beya Rebaï al lavoro sulle pellicole della serigrafia. Photo credit Aurora Ricciolini
Gianpaolo Fallani e Beya Rebaï verificano la resa del colore. Photo credit Aurora Ricciolini

Seconda settimana di residenza: Elenia Beretta

Come per la settimana precedente, arrivo a Venezia sabato mattina, entusiasta di poter incontrare Elenia Beretta, terza artista in residenza.

Ci diamo appuntamento in laboratorio dove Gianpaolo Fallani ed Elenia stanno finendo di stampare l’ultimo colore della serigrafia, prima di apportare il timbro Fallani e la firma dell’artista su tutte le 50 copie dell’edizione.

Mentre lavora all’ultima pellicola, quella che servirà a creare un gioco di ombre sul foglio, Elenia mi aggiorna sui giorni passati in residenza, per lei la serigrafia è una tecnica del tutto nuova e decide di passare la maggior parte delle sue giornate in laboratorio, a sperimentare, a ritoccare le pellicole, ad ascoltare con grande attenzione le lezioni di Fallani. Si immagina già una seconda residenza, quando maturate le nozioni apprese nei giorni appena trascorsi, potrà passare a un livello più avanzato, realizzando una serigrafia disegnando direttamente sulle pellicole. Fallani sembra che non presti troppa attenzione ai nostri discorsi, continua a stampare concentrato e rigoroso, ma riesco a scorgere un sorriso soddisfatto, anche questa volta è riuscito a consegnare all’artista in residenza la sua passione per il mestiere.

Elenia è una donna determinata ed estremamente sensibile, abbiamo l’opportunità di parlare molto, del lavoro, della residenza, dei progetti e delle difficoltà. Le piace raccontarsi ma con altrettanto interesse vuole conoscere chi ha di fronte. Mi convinco che quella testa colorata e intricata che costituisce la sua opera per Spazi, non possa che essere la sua.

Le faccio notare che trovo molto interessante che, chiamata a indagare il concetto di spazio durante le lunghe settimane di lock-down, abbia realizzato un’opera con un’accezione introspettiva, da cui poi il titolo Thoughts. Elenia mi conferma che il concetto di spazio, o meglio della mancanza di spazio, ha rappresentato per lei un limite mentale prima ancora che fisico. Se la vita da illustratrice l’ha abituata al tempo passato nel suo studio a dipingere, diverso è stato metabolizzare l’impossibilità di non relazionarsi fisicamente e personalmente con i suoi affetti.

Dopo quasi ventiquattro ore passate insieme, ci salutiamo con tanti nuovi progetti in testa, quella testa colorata, libera, caotica che Elenia ha realizzato per Spazi.

Elenia Beretta mentre lavora alle pellicole. Photo credit Aurora Ricciolini
Gianpaolo Fallani ed Elenia Beretta al lavoro in serigrafia. Photo credit Aurora Ricciolini
Elenia Beretta firma e numera le 50 copie dell’edizione. Photo credit Aurora Ricciolini

Spazi: una residenza d’artista in serigrafia. Martina Paukova e Ana Popescu

Si è conclusa domenica 20 settembre, la prima settimana di residenza per le artiste Martina Paukova e Ana Popescu.

Dopo aver seguito il processo di stampa, costantemente aggiornata da Chiara, anima energica della Serigrafia Fallani e da Gianpaolo Fallani, titolare del laboratorio e insignito del titolo di Maestro d’Arte e Mestieri nel 2018, approdo a Venezia sabato mattina, emozionata e impaziente di vedere il risultato di questa prima settimana di lavoro.

Varcata la soglia del Laboratorio, la prima cosa che mi colpisce è l’atmosfera giocosa che si respira tra le protagoniste di questa esperienza; le artiste Martina e Ana, sebbene non si siano mai viste prima, sembrano due colleghe affiatate, o forse si può utilizzare il termiche amiche. Scherzano tra loro come due compagne di banco al liceo, mentre sono intente a firmare e numerare le serigrafie fresche di stampa. 50 firme apportate nell’angolo in basso a destra, a fianco alla numerazione, su ciascuna delle 50 copie prodotte. Manca l’ultimo step, il timbro a secco di Fallani, a sigillare l’intero progetto.

Io e Ana Popescu, ci siamo già incontrate qualche mese fa a Milano, poco prima della pandemia, anche se ci sembra passato molto più tempo. Le sue opere, insieme a quelle di Elisa Macellari e Quentin Monge, erano esposte nella sezione speciale curata da Illustrazioni Seriali, all’Affordable Art Fair. Abbiamo lavorato molto bene, e non appena si è presentata una nuova occasione di collaborazione, sono stata molto contenta di invitarla a prendere parte a questo secondo progetto insieme.

Ana ha studiato grafica e tecniche di stampa a Vienna, mi racconta che questa settimana trascorsa in Laboratorio, le è servita per approfondire la sua conoscenza della tecnica serigrafica. Da Fallani, la produzione si svolge interamente con procedimenti artigianali e l’obiettivo della residenza è anche quello di lasciare le artiste libere di sperimentare e di prendere parte attivamente alla produzione. La serigrafia di Ana è composta da 5 colori, questo significa 5 passaggi di stampa. Ad ogni colore corrisponde una pellicola e un telaio. Ana mi spiega che per alcuni passaggi, è intervenuta dipingendo direttamente sulle pellicole per correggere qualche piccolo dettaglio.

La resa dei colori dal vivo è una delle cose che mi ha colpito di più, gli inchiostri (rigorosamente ad acqua) coprono la carta (una Fedrigoni da 300gr) in maniera uniforme, piena. L’arancione dei frutti, protagonisti dell’opera di Ana, sbuca dall azzurro di fondo intenso e pieno. Che meraviglia, un’opera nell’opera, l’arte di Ana e quello dello straordinario “saper fare” di Fallani.

Martina Paukova l’ho intervistata un paio di anni fa, il suo lavoro così colorato, geometrico e legato all’immaginario Memphis, mi ha sempre incuriosito. Ma anche la sua storia personale è altrettanto curiosa, laureatasi in Scienza Politiche in Slovacchia, si trasferisce a Londra per uno stage. Finisce per fare un corso per illustratori e, dopo qualche tempo, diventerà la sua professione.

Martina lavora solo in digitale, è abituata a lavorare con i livelli di Photoshop e con colori digitali. L’utilizzo dei livelli è l’elemento che accomuna il suo modus operandi al processo di stampa della serigrafia. Le viene semplice intuire come vengono realizzati i vari passaggi di stampa e come si devono impostare le 7 pellicole dei 7 colori che costituiranno il lavoro finale.

Mi spiega che ha incontrato qualche difficoltà sulla scelta dei colori. Il suo occhio è abituato allo schermo, ai toni falsati dal monitor retroilluminato. Ma i colori sono uno dei punti di forza del lavoro di Martina, le piacciono i contrasti forti, accessi, fluo. Con pazienza e grande ricerca, la Paukova insieme a Gianpaolo e Chiara, passano gran parte del tempo a testare diverse tonalità, piccole sfumature, aggiungere e togliere pigmenti, fino ad arrivare a quella desiderata. Che poi è quella adatta, quella che permetterà alla serigrafia di Martina di esplodere di energia e luminosità in un rettangolo di carta di 70×50 cm.

Ana Popescu durante il processo di stampa. Photo credit Aurora Ricciolini
Ana Popescu con la serigrafia “Spazi (Oranges)”, 70×50 cm, edizione limitata di 50. Photo credit Aurora Ricciolini
Martina Paukova durante il processo di stampa serigrafica. Photo credit Aurora Ricciolini
Martina Paukova con la serigrafia “Spazi (Armchair and me)”, 70×50 cm, edizione limitata di 50. Photo credit Aurora Ricciolini